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Apr 0614

Guida per autori di Tv e Media

Pubblicato da Ernesto Siciliano alle 20:46 in Guida per autori di tv e media


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Questa guida per autori di Tv e Media è una rubrica di servizio del blog Format, la Tv (e gli altri Media) vista da dentro.

E' costituita da una directory di link, indirizzi, documenti, strumenti di lavoro utili agli autori ed in genere a chi vuole capire a fondo le forme e le formule della Comunicazione sui vari Media.

Quando sarà possibile, metterò a disposizione le risorse direttamente in questo spazio, per consentire di scaricarle più velocemente e per evitare link esterni a pagine che potrebbero essere cancellate. Se hai problemi con il download, puoi scrivermi direttamente qui e cercherò di risolverli.

La Guida sarà  sempre aggiornata, almeno una volta alla settimana, naturalmente finchè esisterà  Format.

Vi invito dunque a visitarla anche in futuro, cliccando sul link diretto "Guida per autori di Tv e Media" ben visibile nell'elenco delle categorie di questo blog (l'elenco si trova nella barra di navigazione laterale destra). 

Buona navigazione!

            DOCUMENTI

Il pregiudizio etnico nel linguaggio televisivo
 
Come può, la tv, conciliare la sua obbligata funzione di "fabbrica di stereotipi" con l'esigenza di non indurre pregiudizi etnici in chi la vede? Questo manuale insegna ai comunicatori ad usare un linguaggio adatto a rappresentare in modo corretto la nuova realtà degli immigrati in Italia. Si chiama "Oltre la discriminazione, Manuale operativo di comunicazione sociale su immigrazione e tratta di persone" ed è stato pubblicato dalla facoltà di Scienze della Comunicazione de La Sapienza di Roma. Lo stereotipo, spiegano gli autori, è una dinamica necessaria per semplificare la nostra vita di relazione classificando i gruppi umani in base a criteri di affinità dei suoi membri. Ma è anche la dimensione cognitiva del pregiudizio, atteggiamento mentale che tende a generalizzare in modo improprio le caratteristiche di chi è diverso da noi.Il volume illustra un percorso formativo realizzato dagli studenti dell'ateneo romano nel contesto dell'iniziativa comunitaria Equal Az. 3 Sami-Spazi aperti per il mainstreaming interculturale. Lo fa attraverso alcune campagne di comunicazione sociale realizzate nel corso del 2006-7 che hanno avuto come protagonisti i migranti e le vittime della tratta degli schiavi. Le 5 lezioni del manuale analizzano in particolare le Pubblicità Progresso realizzate da "Pane e Denti (possibilità e strumenti)" e "Tratta NO! Un altro punto di vista", entrambe sperimentazioni Equal coinvolte nel progetto Sami. Dopo aver trattato temi come la discriminazione dei migranti sui luoghi di lavoro e nella società, i pregiudizi e gli stereotipi culturali diffusi, indica un nuovo modo di affrontare il fenomeno. Un diverso approccio che dovrebbe agire, tramite i media, sul terreno della comunicazione sociale modificando le pratiche e gli atteggiamenti di cittadini, operatori ed istituzioni.

 
Il linguaggio grafico della tv interattiva

La tv interattiva richiede un linguaggio specifico, basato anche sullo interfaccia grafico che abilita la comunicazione bidirezionale con il teleutente. Pier Piero Brunelli spiega come si "confeziona" la tv interattiva, come avviene la vestizione grafica dei programmi che abilitano un flusso di comunicazione bidirezionale con chi sta a casa.

Psicologo ed esperto di comunicazione sociale laureato in ‘semiotica' con Umberto Eco, l'autore è un docente universitario che analizza da anni in libri e pubblicazioni la comunicazione di massa, in particolare i programmi televisivi, la pubblicità e l'arte.

Il supporto visivo all'interattività, precisa in questo Pdf, non può imitare le interfacce create per il Web, ma richiede un diverso approccio da parte degli specialisti di Convergence Design. Brunelli valuta tra l'altro lo Spot interattivo, che ha un impatto meno emotivo e induce l'utente al ragionamento. Descrive la collaborazione che si instaura durante il processo creativo tra le varie figure professionali. In particolare, tra l'art director e l'esperto di Uman Computer Interaction.

Ed infine, analizza due casi reali. "Chi vuol essere milionario", che sul digitale terrestre ha mantenuto la sua identità grafica, e "Campioni, il sogno" , reality che ha richiesto una nuova vestizione interattiva.

 

  • Scarica il documento in Pdf o Html.

Il linguaggio della tv dei ragazzi

Il Moige, Movimento italiano genitori, spiega on line in 15 paragrafi quali sono le dinamiche mentali messe in gioco nei ragazzi dalla visione delle immagini televisive e quali sono le caratteristiche del linguaggio dei programmi per i minori. Il "Decalogo" per il corretto uso della tv da parte dei ragazzi si trova sul sito Tvpertutti, portale di riferimento dell'omonima campagna informativa sul corretto uso della tv per i minori attuata dal 17 ottobre al 23 novembre 2007. "E' necessario- spiega il vademecum- che i bambini vengano istruiti ad un corretto uso della TV: nelle scuole elementari e medie sarà essenziale che vengano 'alfabetizzati' in tal senso, in modo tale da poter comprendere un linguaggio di per sé ricchissimo...".

 

I segreti dei format

Un documento prezioso che spiega aspetti poco conosciuti dei format. Sul piano creativo e di mercato.
Come progetta un format una società di produzione televisiva? E come lo vende alle emittenti? Qual'è il guadagno effettivo per una buona idea? Lo spiega nel numero di ottobre 2007 del magazine online QC2, Francesca Canetta, responsabile Format di Magnolia, struttura che firma tra i tanti L'eredità, L'Isola dei Famosi, Camera Cafè e Markette. In questo viaggio all'interno di una vera e accreditata casa di produzione, la Canetta svela dei meccanismi ignoti al grande pubblico. Piccoli segreti che mettono in guardia tanti autori convinti di avere l'idea milionaria nel cassetto. Ad esempio, le emittenti, in genere, non realizzano un format di carta, ma richiedono come minimo un pilot, una puntata zero; ed ancora, le emittenti in genere valorizzano i format internazionali, ma non riconoscono nessuna quota di guadagno ai format italiani. Lo stesso numero del magazine "QC2 - QUADERNI DI COMUNICAZIONE
(comunicare al quadrato) rivista trimestrale digitale di comunicazione, arte, cinema, pubblicità, letteratura, web, moda, semiotica, tv" , analizza la struttura dei format secondo criteri della Comunicazione polisemantica, di cui ho parlato in questo post. Un confronto tra Eredità, 1 contro 100, Chi vuol essere milionario, Affari tuoi ed il vecchio Rischiatutto di Mike Bongiorno rivela affinità e differenze tra i telequiz di oggi e di ieri. Un'intervista a Simona Ventura, Giorgio Gori di Magnolia ed al direttore di Rai due, Antonio Marano, illustra L'Isola dei famosi.

Storia, teoria e tecnica delle sigle televisive

La sigla, parola che viene dal latino "singula signa" e significa abbreviazioni, nella tv odierna "rappresenta" di meno il programma che introduce rispetto al passato. In compenso, lo "presenta" meglio: "Alle sigle televisive - spiega Fabio Cicolani nella sua tesi di laurea su 'Teoria e Tecnica della Sigla Televisiva'- è dunque possibile attribuire una duplice funzione. La prima è quella di rappresentare il testo che siglano, che segnano; la seconda, di presentare il testo...La prima funzione, quella sostituiva, è propria delle sigle della vecchia tv. Sigle dominate dalla loro componente sonora, musicale più che visiva, connotate da canzoni come ‘Domenica è sempre Domenica', da musichette orecchiabili come quella di Carosello, da brani di musica colta come la sigla dell'Eurovisione...Tutte queste sigle sono destinate a rappresentare un programma anche in sua assenza: nella memoria dello spettatore, nei discorsi tra gli spettatori sulla televisione, nei giochi dei ragazzi. Nella tv di oggi... nessuna sigla ha più questa forza, questa capacità di designare un programma, di rappresentarlo in assenza. Sempre più si è sviluppata la funzione di accompagnamento, quella paratestuale...".

Il secondo testo di Mario Ceretta racconta la storia delle sigle della Rai. Scrive a proposito della sigla dell'Eurovisione (vedi post). "Fino al 1990 l'Eurovisione utilizzava soltanto un'immagine statica realizzata su pellicola...In occasione dei mondiali di Italia '90, questa grafica è stata rifatta al computer, così come la musica, che è stata risuonata elettronicamente..."

Paolo Taggi: come farsi venire le idee di primo grado per un format

Come nascono le idee "di primo grado" per un programma televisivo? E come possiamo provare a farle balenare nelle nostre menti? Ce lo insegna Paolo Taggi. Il rinomato autore televisivo,di cui ho parlato qui, fornisce una serie di indicazioni pratiche agli aspiranti autori di format in un testo di una quarantina di pagine dal titolo "Ideare nuovi programmi: una scommessa impossibile?" che si può leggere liberamente su Web (almeno per ora, per il futuro consiglio di memorizzarlo). "Ogni giorno - scrive Taggi- parte un nuovo programma ma pochissimi sono programmi nuovi...E le idee di primo grado? Ammesso che esistano ancora, ci sono due strade per tentare
di afferrarle. La prima, romantica, confida nell'istinto dell'artista. Un'idea affiora all'improvviso da un'emozione o da un ricordo. Da un clima. Da un'esperienza privata. La seconda è un approccio più tecnico. È la direzione che seguiremo nelle prossime pagine...Immaginatevi di avere un'estrema libertà inventiva e di poter varare un concept del tutto nuovo. Per stimolare tecnicamente la vostra fantasia, nelle prossime pagine troverete una serie di territori possibili nei quali solitamente gli autori più creativi fanno incursione al momento del brain storming, la fase più aperta e libera nella storia di un nuovo programma. Tenete conto che gli esempi hanno un valore assolutamente indicativo e che i vari campi di ricerca vanno immaginati in un'ideale sovrimpressione, come un'infinita serie di percorsi aperti, che agiscono l'uno sull'altro...In ogni caso non prendete questi spunti come catalogazioni reali e neppure come percorsi immaginari: prendeteli come conduttori di elettricità, correnti, stimoli nuovi..."

Paolo Taggi: come farsi venire le idee di primo grado per un format

Come nascono le idee "di primo grado" per un programma televisivo? E come possiamo provare a farle balenare nelle nostre menti? Ce lo insegna Paolo Taggi. Il rinomato autore televisivo,di cui ho parlato qui, fornisce una serie di indicazioni pratiche agli aspiranti autori di format in un testo di una quarantina di pagine dal titolo "Ideare nuovi programmi: una scommessa impossibile?" che si può leggere liberamente su Web (almeno per ora, per il futuro consiglio di memorizzarlo). "Ogni giorno - scrive Taggi- parte un nuovo programma ma pochissimi sono programmi nuovi...E le idee di primo grado? Ammesso che esistano ancora, ci sono due strade per tentare
di afferrarle. La prima, romantica, confida nell'istinto dell'artista. Un'idea affiora all'improvviso da un'emozione o da un ricordo. Da un clima. Da un'esperienza privata. La seconda è un approccio più tecnico. È la direzione che seguiremo nelle prossime pagine...Immaginatevi di avere un'estrema libertà inventiva e di poter varare un concept del tutto nuovo. Per stimolare tecnicamente la vostra fantasia, nelle prossime pagine troverete una serie di territori possibili nei quali solitamente gli autori più creativi fanno incursione al momento del brain storming, la fase più aperta e libera nella storia di un nuovo programma. Tenete conto che gli esempi hanno un valore assolutamente indicativo e che i vari campi di ricerca vanno immaginati in un'ideale sovrimpressione, come un'infinita serie di percorsi aperti, che agiscono l'uno sull'altro...In ogni caso non prendete questi spunti come catalogazioni reali e neppure come percorsi immaginari: prendeteli come conduttori di elettricità, correnti, stimoli nuovi..."

Corso di Comunicazione televisiva di Rai Educational

Il Corso di Comunicazione televisiva più completo in rete è firmato da Rai Educational. E' articolato in tre sessioni di lavoro, ognuna corredata da esercizi di verifica: La storia della tv -dalla paleotelevisione a Blob- Come nasce un programma tv - ruolo dell'autore, definizione di format, scaletta, ecc- e Produzione televisiva, dalla regia classica al moderno set virtuale ricreato dal computer. Il corso è nato nel 2000 all'interno del sito del programma televisivo "La scuola in diretta", realizzato con la partecipazione di duecento tra studenti e insegnanti provenienti a rotazione dalle diverse regioni italiane. Tra i temi trattati dagli studenti, quelli relativi al linguaggio televisivo attraverso un'esperienza unica: la partecipazione ad una trasmissione televisiva non come spettatori, ma come veri protagonisti di tutte le fasi produttive, dal girato alla vera e propria costruzione della diretta. Il Corso on line ha completato questo lavoro trattando tutti gli aspetti: teorici, storici e tecnici. Non lo si trova più sul portale di Rai Educational, ma in compenso è presente nel sito del suo Web Producer, Dario Copellino. Invito a salvarlo nel proprio hard disk, perché purtroppo molte preziose risorse sono destinate a scomparire dal Web senza preavviso...

Database multimediale di Fabio Fazio e dei big della tv

"Mastercaster, nuove menti per i new media", archivio on line di documenti multimediali sulla televisione -testi, video, interviste, vignette- creati da grandi esperti del piccolo schermo, o comunque ricavati dagli studi e dalle riflessioni di autori, personaggi e dirigenti tv. Tra le "firme" virtuali di questo blog c'è il dirigente in aspettativa Carlo Freccero, il blogger Paolo Valdemarin, il giornalista di Mediaset Mimmo Lombezzi, il professore Luca Guzzetti, il regista di Che Tempo che fa Duccio Forzano, il giornalista di Radio popolare Paolo Vittone, l'autore e conduttore Bruno Gambarotta, l'inventore del format Quelli che Il calcio, Felice Rossello, gli autori Marco Posani, Pietro Galeotti, Giacomo Forte. E poi ci sono anche Special Guest, come Fabio Fazio e Filippa Lagerback. Tutti questi qualificati intenditori sono riuniti nello stesso ambiente on line in virtù della loro esperienza di insegnanti nel Master in Comunicazione promosso dall'Università di Genova presso il Campus universitario di Savona. Documenti e testimonianze sono raccolte dalla professoressa Roberta Milano nel suo blog, come supporto alla didattica e strumento di divulgazione, e sono liberamente consultabili da tutti.

L'immagine televisiva della donna: La Vita in Diretta e Verissimo

La donna di oggi è moderna ed emancipata e proiettata nel sociale?Per niente!Vive d'aria, amore ed oroscopo: è madre, moglie e fidanzata, bella, sorridente, aspira a formare una famiglia, non parla del lavoro. "La donna, insomma, che sospira e ammicca alle stelle cercando risposte nell'oroscopo". E' questo il ritratto regressivo che offre la tv della donna italiana. Emerge da uno studio condotto da Alessandra Campanile sul magazine degli studiosi dei mass media ,Comunitazione, che ho inserito nella Guida per autori di Tv e Media di Format. Il saggio "La ragazza con la pistola" mette a confronto la figura della donna rappresentata dal Cinema degli anni ‘60 e quella offerta dalla tv di oggi. Per realizzarlo, la sua autrice ha valutato in particolare tre Film del Cinema italiano in un arco di tempo che va dal 1955 al 1968 e due fiction televisive ("Capri", Rai1 - "Nati Ieri", Canale5) e due programmi d'intrattenimento pomeridiani ("La Vita in Diretta", Rai1 - "Verissimo", Canale5) del 2006 e 2007. A riprova di quest'immagine televisiva così stantia e dejà vu, il suo saggio riporta i titoli dei servizi dei due rotocalchi pomeridiani. La vita in diretta, condotto da Michele Cucuzza.

Michelle Hunziker. Titolo del servizio: "Un nuovo amore per la bella Michelle".
Carmen Russo: Titolo del servizio "Voglio avere un figlio".
Sonia Brugarelli, moglie di Bonolis. Titolo del servizio: "I sogni di Sonia"....

"Verissimo, tutti i colori della cronaca", condotto da Silvia Toffanin, fidanzata di Piersilvio Berlusconi, e da Alfonso Signorini - direttore di "Chi", rivista di gossip.
Ornella Muti. Titolo del servizio: "Sex symbol al cinema, ma nella vita sono una mamma"...

La Campanile conclude con due input che suscitano una ulteriore e più stimolante riflessione:
1) Chi, fra le donne della vita "comune", si identifica in lei?
2) Sopratutto, chi vuole che le donne comuni si identifico in loro?

Pubblico in studio e risate registrate: a che servono?

Pubblico in studio e risate registrate sono funzionali alla messa in onda di alcuni programmi televisivi. Il primo è un "collaboratore" scenico formato da una comunità umana reale che ha il compito di rispecchiare e stimolare all'emulazione quella "virtuale" sparsa nelle case, il cosiddetto "pubblico televisivo". La laff box, ovvero la risata finta "in scatola" inventata in Usa negli anni '50 da Charlie Douglass, è invece un surrogato simbolico della platea reale che ne riproduce una tipica reazione di consenso allo Show. Anche in questo caso, la sua mansione è di spronare l'audience e di suscitare l'imitazione del pubblico.

Natura e funzioni di questi elementi dello Spettacolo televisivo sono spiegati da due esperti in due distinti saggi.

"Questa presenza (del pubblico in studio, ndr)- scrive Renata Guizzetti su Golemindispensabile- ha la funzione trasformare il pubblico a casa in pubblico in studio incoraggiando un'attività silenziosa e quasi inconscia di proiezione e identificazione. La scelta di rappresentare il pubblico a casa attraverso il pubblico in studio è infatti un passaggio intermedio grazie al quale gli autori di un programma assolvono al compito di istruire (anche emotivamente) chi sta a casa sulle sensazioni e sulle reazioni che deve avere e provare rispetto a ciò che accade in studio ". Prosegue idealmente il discorso il semiologo Giampaolo Proni, parlando di risate registrate. "La TV ha cercato di ovviare alla separazione dal suo spettatore e degli spettatori tra loro, dapprima trasmettendo spettacoli teatrali veri e propri, con pubblici che reagivano autenticamente ad attori che recitavano autenticamente...Sit com, striscie e altre tipologie non consentono la presenza di un vero pubblico...Qui si pone l'invenzione della ‘laff box', cioè la messa in onda, in corrispondenza di una battuta o di una gag, di risate registrate...Sarebbe come se un insegnante, durante la propria lezione, inserisse di tanto in tanto la registrazione di uno studente che esclama ‘Ho capito!' ‘Sì, è chiaro!' ‘Ah, proprio interessante!'. C'è da chiedersi ‘Ma può l'effetto sostituire la causa?' Se una battuta non fa ridere, sentendo ridere, riderò?"

Regia e "sceneggiatura" della Messa televisiva

Analisi di un evento che fa parte integrante dei palinsesti delle tv generaliste: la Santa Messa. Sintesi di diversi modelli di comunicazione, liturgico e mediatico, la trasmissione televisiva della Messa è spiegata con chiarezza e ricchezza di riferimenti da Carlo Cibien. "Quando si riprende una celebrazione per la trasmissione televisiva - scrive- si agisce a un nuovo livello di comunicazione che si appoggia tuttavia su quello celebrazionale. Si sovrappongono così due modalità di comunicazione. A questo punto sorge una serie di domande che sintetizzo in questo modo: «Quale finalità ha la prima modalità di comunicazione (quella celebrazionale), e quale finalità ha la seconda modalità (la mediazione televisiva)?».  A proposito della "sceneggiatura" televisiva, aggiunge: "Nella ripresa in diretta di una celebrazione liturgica resta sempre qualche condizionamento derivante dal montaggio paratattico; ma anche in questo caso può essere risolto o sfruttato con un buon lavoro previo di sceneggiatura. Dal momento che ogni celebrazione liturgica ha una struttura rituale nota, poco può essere lasciato al panico dell'improvvisazione e molto può essere previsto con cura dalla regia".

Sempre in merito al rapporto tra Chiesa e Comunicazione, promuovo anche la mia attività giornalistica e propongo la lettura di due articoli che ho scritto su questo tema. Un'intervista al Ministro per le Comunicazioni del Vaticano Arcivescovo Foley sul rapporto Chiesa-Mass Media, presente nel sito del Franco Bernabè Digital Magazine, ed un articolo sulle doti di Grande Comunicatore di Papa Giovanni Paolo II, pubblicato in occasione della sua scomparsa dal portale della Rai.

Corso on line su Teorie e Tecniche della Comunicazione di Massa 

Una risorsa davvero straordinaria per chiarezza, completezza e semplicità, nonostante sia di livello universitario. Si tratta della versione scritta di dieci ore di videolezione del corso di laurea in scienze della Comunicazione dell'Università telematica UniNettuno sulle Teorie e le Tecniche della Comunicazione di Massa tenuto dal prof. Gianfranco Bettetini. Le 10 dispense in pdf sono liberamente accessibili e costituiscono un compendio esemplare delle nozioni basilari che ogni vero esperto di Media deve possedere.
Spiega lo stesso Bettetini: "Nel modulo tenterò di fornire gli elementi di risposta a mio avviso più importanti a tre domande principali:
1) Che cosa sono le CDM (Comunicazioni di Massa)?
2) Che cosa dicono le principali teorie dei media? (Uso qui il termine media - originariamente latino, ma ormai universalmente diffuso nella sua versione anglosassone - in luogo di CDM perché le nuove tecnologie della comunicazione, attualmente al centro di un vivissimo dibattito teorico per i loro caratteri di interattività e personalizzabilità non possono essere definite, a rigore, mezzi di comunicazione di massa.)
3) Come "funzionano" i principali media [radio, giornalismo, audiovisivo (cinema e televisione), new media]? Quali sono le professioni dei media?

Corso sul parlato radiofonico

Valido corso on line sul parlato radiofonico realizzato da Icon, Italian Culture on the Net, consorzio composto da 23 Università italiane. "Il modulo si propone - spiega la presentazione- di fornire allo studente le conoscenze di base su un'importante varietà dell'italiano: il parlato radiofonico. A questo scopo si delinea sommariamente una storia della lingua della radio nel quadro degli esordi della radiofonia in Italia. Si passa poi a illustrare le caratteristiche fondamentali del parlato radiofonico: per prima cosa si delinea il suo carattere di varietà intermedia tra scritto e parlato; poi si analizzano alcuni fenomeni dell'italiano contemporaneo che trovano accoglienza nella lingua parlata alla radio. Infine si illustrano i criteri fondamentali che consentono di classificare questo tipo di parlato: il progetto complessivo che sta alla base della programmazione delle varie emittenti, le tipologie comunicative entro le quali si realizza il parlato radiofonico, i generi radiofonici. In relazione a ognuno di questi criteri si esaminano alcuni campioni concreti tratti da registrazioni radiofoniche". E' accessibile liberamente la prima unità didattica, che inquadra storicamente la nascita e lo sviluppo del parlato radiofonico in Italia a partire dagli esordi. Per consultare le altre, bisogna registrarsi.

Scrivere per la radio: corso on line su Radio e linguaggio radiofonico 

Corso on line accessibile gratuitamente per conoscere il mondo della radio e approfondire il linguaggio radiofonico. E' stato realizzato dai docenti dell'Itsos Albe Steiner di Milano. E' articolato in 10 moduli (clicca sulle scritte rosse per consultare).

1. Linguaggio radiofonico.
Alcune specificità del linguaggio radiofonico.
 2.
Radio, lingua e linguaggio radiofonico.
Le diversità tra lingua, linguaggio parlato e linguaggio radiofonico.
3.
Parlare alla radio.
I caratteroi principali del linguaggio radiofonico.
4.
Le radio.
Le diverse tipologie di radio.
5.
Lo speaker.
Alcuni consigli per lo speaker.
6.
La voce dello speaker.
Alcuni consigli su come impostare la voce.
7.
Attenzione al microfono!
Alcuni accorgimenti tecnici per parlare al microfono.
8.
Il formato.
Che cos'è un formato radiofonico.
9.
breve storia della radio italiana.
Che cos'è un formato radiofonico.
9. FORMATI DELLE RADIO MUSICALI
Le specificità dei diversi formati della radio musicale.

  Contemporary Hit Radio, Adult Contemporary

  Easy Listening, Country

  Album Oriented Rock, Classical

  Vintage, Urban, Alternative

10. FORMATI DELLE RADIO DI PAROLA
Le specificità dei diversi formati della radio di parola.

  Solo Notizie

  Intrattenimento

  Notizie/Intrattenimento

  Sports

  Politica, Commedia, Arte

  Etnica, religiosa

Scrivere per la Radio: come creare nuovi formati

Cos'è un formato radio ("l'insieme di molteplici elementi che creano l'identità necessaria per catturare gli ascoltatori e renderli fedeli nel tempo"), cos'è un clock, ovvero uno schema di programmazione radiofonico, e come si stabiliscono le rotazioni all'interno di ognuno di essi. Gli aspiranti autori di programmi per il media virtuale più antico, ma anche i semplici appassionati di musica e parole allo stato puro, possono apprendere le caratteristiche principali del flusso radiofonico in un corso di alfabetizzazione on line realizzato dalla società informatica You-cant.it. Il sito Web è in fase di costruzione, ma fornisce già alcuni contenuti interessanti, relativi ai vari formati ed alle diverse strategie di messa in onda. You-can.it è stata fondata da Maurilio Cordone nel 1977, si è sviluppata con la collaborazione di Fabrizio Patrizi. Nasce dal mondo della comunicazione radiofonica. E' stata importatrice di Selector, il software per lo scheduling delle playlist della Rcs di New York e ha realizzato per prima in Europa i formati Chr, Hot Ac e Drive.

Scrittura televisiva: come si costruisce Nonno Libero

Curato da Gianfranco Manfredi, scrittore, musicista, ex cantante a Sanremo, attore e fumettista, oltre che fratello dell'autore televisivo Roberto, questo corso di sceneggiatura on line spiega con chiarezza le differenze tra la scrittura cinematografica e quella televisiva. Diversità relative ai Personaggi ("1. In televisione molto più che in cinema il racconto si costruisce intorno all'attore, scelto prima ancora di mettersi a scrivere. Un Medico in Famiglia è, per fare un esempio, la serie di Banfi prima che la serie di Nonno Libero. 2. Il personaggio appare come un uomo comune, ma in realtà è un uomo comune molto particolare, da un lato esemplare -un nonno modello, sempre per usare il riferimento a Banfi/Nonno Libero- dall'altro con caratteristiche del tutto proprie che lo rendono estremamente diverso rispetto alla media"), relative ai Tempi ("un film per il Cinema è un racconto per immagini, all'interno di un tempo predeterminato. Un serial TV invece può durare quasi all'infinito ...dipende dall'interesse del pubblico) al ruolo degli Autori ("in un film il referente centrale è il regista. Nel serial è lo sceneggiatore /ideatore della serie. Nei titoli di testa di una serie TV, il nome che figura nella posizione di maggior rilievo è quello dell'autore/ideatore della serie. Questo tipo di organizzazione del lavoro viene da lontano, da telefilm degli anni 50 come la serie Twilight Zone -Ai Confini della Realtà- che aveva per referente principale l'autore/sceneggiatore Rod Serling"). Interessante è la spiegazione della "curva dell'attenzione", teoria in base al quale si scrive un programma o un film, che segnala che l'attenzione del pubblico ha un ciclo di circa venti/venticinque minuti e accusa un "crollo" intorno al decimo minuti, frangente in cui bisogna dare una "scossa" per ridestare l'interesse sopito. Il corso "smonta" inoltre film celebri per il Cinema o la Tv, come Lost o Casalinghe Disperate per mostrare come si costruisce e presenta un personaggio e quali sono i meccanismi della sua ideazione.

Corso on line di regia televisiva

Il corso on line del regista della Rasi Giancarlo Tomassetti spiega come un regista interpreta i due parametri base dell'evento sportivo, il Tempo e lo Spazio. Spiega che il tempo, a differenza di quanto avviene nel Cinema, coincide in Tv con l'evento sportivo, ma che quest'identità può essere alterata e reinventata dall'elaborazione delle immagini tramite il rallenty, la registrazione, ecc. Spiega inoltre come le telecamere configurano lo spazio dell'evento sportivo tramite l'inquadratura, traduzione dello spazio reale in spazio televisivo. In conclusione del primo dei suoi saggi on line, Tomassetti classifica i tre sistemi di regia generali: quello sequenziale, che pone le riprese di varie telecamere in successione lineare, quello ad asse centrale, che gioca con l'alternanza dell'asse di profondità delle inquadrature, passando dal campo stretto sul giocatore al piano totale del campo di calcio, e quello per estrapolazione, che enuclea da una gara le fasi più importanti. Tutti e tre, riassunti e superati in una sintesi più alta dal sistema di ripresa mobile, il più duttile perché effettuato dall'elicottero, dalle auto o dalle moto e non da postazioni fisse.

Enciclopedia delle teorie sui Media e la Comunicazione 

Da Mc Luhan a Morin, da Wright ad Umberto Eco, questa risorsa raccoglie i principi fondanti, le chiavi d'interpretazione efficaci e comprovate della Comunicazione di massa. (A proposito, la parola teoria è davvero curiosa e imparentata strettamente con l'intrattenimento, perché significa letteralmente "guardare uno spettacolo", in quanto deriva dai vocaboli greci thea, "spettacolo" e horao, "osservo"). Si trova all'interno di un sito in italiano che riunisce tutte le teorie classiche e moderne sui media tradizionali e digitali e, per di più, le propone in modo facilmente digeribile: dalla teoria ipodermica, sulla funzione propagandistica dei Media, alla teoria culturologica di Morin sulle caratteristiche "standardizzate" della cultura di massa, alla teoria dell'Informazione di Shannon e Weaver, ecc, ecc. La risorsa è stata creata dal prof. Tommaso Tozzi, docente all'Accademia di Belle Arti di Carrara e all'Università degli Studi di Firenze, all'interno di un portale che si occupa anche di hacktivism ed arte. "Obbiettivi del sito -spiega il prof. Tozzi on line- è la divulgazione di storie e tematiche poco conosciute in quanto differenti e/o antagoniste al pensiero dominante... e creare un archivio delle memorie attraverso la collaborazione degli utenti...essere uno strumento didattico all'interno del quale apprendere gli strumenti per esprimersi attraverso i nuovi media".

Analisi del testo "Affari tuoi", il gioco dei pacchi del preserale Rai  

"Possiamo definire Affari tuoi un cult della televisione italiana degli ultimi tempi". Così conclude la sua analisi del "format dei pacchi", il fortunato game show della Endemol trasmesso da Rai Uno , Gloria Giangrande, studentessa di semiotica presso l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Firenze. "Una trasmissione di grande successo- spiega- proprio per la sua capacità di rendere gli italiani visibili gli uni agli altri, di metterli in condizione di ‘parlarsi', di riconoscersi come membri di una stessa collettività nazionale, di pensarsi come italiani, pur utilizzando una struttura di gioco molto semplice. L'intento dell'analisi è quello di esaminare il testo per capire attraverso quali strategie un programma così apparentemente banale può diventare un cult in così poco tempo e registrare un pubblico così vasto e fedele". Per svolgere il suo lavoro, Gloria Giangrande ha analizzato scrupolosamente il canale che trasmette il programma e l'agenzia che lo ha ideato, Endemol, le tecnologie che impiega, le caratteristiche del linguaggio utilizzato, la rappresentazione che attua, il tipo di pubblico che lo segue.

Scarica il testo in pdf dal web magazine Ocula

Piccola enciclopedia della Tv di Aldo Grasso

"Si cambia canale. E' l'unica cosa che cambia". E' il sottotitolo esplicativo della "Piccola enciclopedia della televisione italiana" scritta da Aldo Grasso per Golem. Tra calembour e acutissime punture di spillo, il critico televisivo del Corriere della Sera offre un ritratto illuminante di un sistema di cui spesso abbiamo una scarsa consapevolezza, e compone un originale e a tratti divertente contributo di conoscenza in forma di moderno galateo. "Nessuno strumento di comunicazione - scrive Grasso nella sua premessa- è mai riuscito a fare appello a una così grande solidarietà nazionale, ad avere a disposizione gli arnesi di una lusinga così universale, a cadenzare i comportamenti su una scala così vasta. La TV è insieme vita sociale e modello di condotta: attraverso la pubblicità, mostra come ci si deve comportare, esibisce buona creanza, dispensa regole di bon ton. Ma la TV è sovente intemperante, caciarona, avara di buone maniere. Questo elenco è insieme dizionario e galateo e ha la modesta intenzione, come suggerisce Monsignor Della Casa, di ‘sporre quali cose abbiano a fuggirsi, perché spiacevoli all'intelletto'".

I Segreti della Pubblicità

Due importanti professionisti del settore spiegano i segreti della Pubblicità in un libro elettronico di cui si può scaricare un estratto on line. Il nuovo libro della pubblicità-I segreti del mestiere è stato scritto da Luis Bassat e Giancarlo Livraghi. In qualità di testimone privilegiato, quest'ultimo racconta anche aneddoti segreti su Carosello, di cui ha realizzato molti spot. Questa è la presentazione on line del libro, che si può acquistare on line. "Tre libri in uno.
* Un dialogo vivace fra due professionisti di grande esperienza e di respiro internazionale - uno spagnolo, l'altro italiano.
* Un doppio libro che raccoglie ciò che tutti e due hanno imparato in decenni di pratica e di successo.
* Un manuale preciso e concreto, moderno e attuale.
Ma anche un libro di piacevole lettura, ricco di esperienze personali, esempi, aneddoti, episodi in gran parte inediti. Un'analisi tecnicamente puntuale, ma anche divertente, di tutti i fattori che possono contribuire al successo: dallo studio del prodotto e della marca fino all'uso efficace dei diversi mezzi e strumenti.
E in più un'analisi pratica delle possibilità che offrono l'internet, il dialogo interattivo, le risorse di comunicazione e di marketing che si sono sviluppate con le tecnologie elettroniche. Senza fantasie avveniristiche né esagerazioni, un esame critico e realistico dei nuovi strumenti e del loro migliore uso, da un punto di vista italiano."

Il ruolo degli autori ne Il Grande Fratello ed i suoi retroscena

Cosa succede davvero dentro la Casa de Il Grande Fratello? Lo svela questa inchiesta, che si riferisce alla prima edizione di questo reality-archetipo. Quella che ha lanciato Taricone e company verso il nulla televisivo, ma ha comunque avviato un fenomeno mediatico importante. Ha realizzato l'indagine Alessandra Muglia di HappyWeb, rivista online e non su Internet e le nuove tecnologie, che definisce il programma un esperimento psico-tecnologico. "Inchiesta non autorizzata - scrive Alessandra Muglia- sull'evento mediatico dell'anno. Con tutti i segreti che la produzione non ha voluto rivelarvi...". L'articolo svela davvero i retroscena principali, pur facendolo nell'ottica di una denuncia di piccole e grandi truffe che sarebbero state perpetrate ai danni del telespettatore che oggi perde validità, perché i telespettatori sono più smaliziati e giustificano che uno show deve essere orchestrato dagli autori e che il suo casting deve essere puntuale e non può essere affidato alla casualità.

"Fatti anche tu la tua tv"

Queste lezioni di Media Education insegnano a costruire un format televisivo. Si riferiscono ad un progetto educativo per gli studenti lanciato dall'assessorato alle Politiche giovanili della Provincia di Biella con lo slogan "Fatti anche tu la tua Tv!". L'iniziativa denominata Area X mira alla realizzazione di una serie di trasmissioni televisive il cui format sia pensato, realizzato e fruito dai giovani stessi. Le trasmissioni saranno diffuse dalla rete televisiva locale Telebiella alla fine del percorso di studio, nel 2007. I materiali didattici relativi all'iniziativa sono disponibili in Pdf sul sito-blog di Area X e riguardano ideazione, scaletta e produzione di un format televisivo.

Manuale di Fiction (dall'inglese fiction =narrativa)

Il manuale di Scrittura Creativa per Narrativa, Cinema, TV è stato scritto da Pierluigi Adami, ingegnere elettronico romano che è anche uno scrittore e sceneggiatore per Cinema e Tv. Tra i suoi lavori, il film (Con)Fusione (2003) e la miniserie TV "Risveglio d'Amore" (2001). Lo ha compilato, spiega "per aiutare soprattutto me stesso", e contiene strumenti utili e pratici per organizzare il lavoro dello scrittore. E' a disposizione di tutti, gratuitamente, la versione ridotta contenente i seguenti capitoli: 1)Le motivazioni che sorreggono il processo della scrittura 2) L'ambiente giusto per la scrittura 3) L'arte della creazione letteraria secondo i Maestri 4) Progettare una storia 5) Scrivere un racconto o un romanzo? 6) Rivedere il progetto 7)Lo Stile - Il decalogo dello Stile 8) Come pubblicare un libro

Guida alla scrittura di Game show 

Questa Guida alla creazione dei Game show è stata scritta da David Bodycombe, uno dei maggiori esperti britannici del settore. Ha lavorato come autore di format per la BBC e Channel 5, ed opera come consulente libero professionista per diversi Media. Il prontuario è in inglese: in futuro sarà disponibile in versione in italiano

Breve storia della Media Education

Breve storia di una disciplina che spiega come funzionano i Mezzi di Comunicazione di Massa e come si usano. L'ha scritta il presidente dell'associazione italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione, MED-Media education, Roberto Giannatelli. L'articolo ricostruisce l'itinerario di questa corrente culturale nata negli anni ‘70 in Australia e sviluppatasi in Italia dal 1988 nell'ambito dell'ISCOS, l'Istituto di Scienze della comunicazione sociale creato dall'università salesiana per celebrare il centenario della morte del fondatore dei Salesiani Don Giovanni Bosco. Giannatelli si spinge fino agli anni più recenti, definisce con chiarezza la missione dei Media Educatori e dedica molto spazio a Len Masterman, interprete ed ispiratore della Media Education con il suo testo-base Teaching the media.

Lezioni di Media Education 

Una risorsa formidabile per chi vuole conoscere a fondo come funzionano i Mezzi di Comunicazione di Massa. Sono i documenti contenuti nell'archivio del Centro permanente di Educazione ai Media "Zaffiria", che organizza Mediatando, terza Convention di Media Education italiana che si tiene nel 2006 a Bellaria Igea Marina dal 30 novembre al 2 dicembre. Il database di Zaffiria illustra i progetti di Educazione ai Media realizzati in tutta Italia, segnala e commenta le iniziative più valide, e propone anche una serie di lezioni on line, che invitano a "smontare" e "rimontare" alcuni format di successo (qui avevo già segnalato la lezione su Big Brother Africa)

I segreti della tv spiegati da Paolo Taggi

I rapporti della tv con internet, con la radio ed il cinema, il lavoro dell' autore dietro le quinte e la funzione degli altri progettisti dei palinsesti, come l'ottimizatore. Sono questi i temi di un'intervista concessa da Paolo Taggi in occasione di Antenna Cinema del 1998, dal titolo forse un po' eccessivo: "I segreti della tv spiegati da un protagonista". Seppur datate, le sue considerazione mantengono elementi di grande attualità, perchè Taggi è un autore intelligente in grado di volare più in alto della stretta contingenza, e un esperto divulgatore delle prassi televisive attraverso una serie di manuali di cui qui fornisco un elenco parziale.

"Teleduchiamoci": i giovani imparano i segreti della comunicazione tv

I file's in pdf in questione contengono gli interventi effettuati da due esperti di Mass Madia, il preside di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma, prof. Mario Morcellini, e lo psichiatra Gabriel Levi, nella giornata di presentazione del progetto rivolto agli alunni delle Scuole "Teleduchiamoci, educarci all'uso della TV". (qui il post relativo). L'iniziativa è promossa dal Ministero dell'Istruzione e mira a spiegare ai ragazzi i meccanismi del linguaggio televisivo. Si concluderà ad ottobre 2007 con la premiazione delle migliori trasmissioni realizzate dagli scolari di tutta Italia. Scrive Gabriel Levi: "Nel mondo degli adolescenti, per fare qualche esempio, reality show, talk show e serial storici, sono analizzati ogni giorno con gusto, ironia e critica sociale. Nonostante lo sviluppo di queste competenze i modelli (raccolti e) proposti da mamma televisione mantengono un forte potere seduttivo. Si può dire che le mode nascono, in parte direttamente dalla società dei giovani. Ma la televisione mantiene la straordinaria capacità di disegnare ex-novo i topoi che raccoglie per strada. Per selezionarli, generalizzarli e per globalizzarli in un universo chiuso. Nessuna posizione pregiudiziale, catastrofica o spacciatrice di droga. La televisione è una realtà educativa. Il punto non è combatterla, ma imparare ad utilizzarla".

La fusione di Pubblicità e contenuti televisivi

Intervista di Alberto Contri, pubblicitario, ex dirigente Rai e uomo di Comunicazione a 360 gradi che è tra l'altro autore del primo videodisco interattivo italiano e del primo progetto di realtà virtuale per usi scientifici, sul rapporto tra la Pubblicità e la Tv. "Oggi - afferma Contri- stiamo notando una certa convergenza non soltanto delle tecnologie, ma proprio del linguaggio...Lo specifico registico della pubblicità, specifico che attiene alla sintesi, alla rapidità del montaggio, alla capacità di sposare insieme suoni e immagini in modo molto veloce, molto rapido, ma anche molto accattivante, interessa, in tal senso, anche la comunicazione di carattere puramente informativo. Direi quindi che ci troviamo di fronte ad una contaminazione, di carattere positivo...dello specifico registico pubblicitario con il contenuto televisivo tout court". L'intervista si concludeva con un vano auspicio: creare una scuola della RAI per autori. "Mi sembra folle che l'unica sperimentazione sia fatta dal concorrente privato...Occorre creare un laboratorio per nuovi linguaggi e per nuovi talenti...organizzare un laboratorio tipo bottega medievale: dove si re-impari a raccontare, dove si inventino nuovi linguaggi facendo tesoro di una cultura professionale accumulata nel tempo. Il tutto in forma trasversale e interdisciplinare, cosa peraltro richiesta dall'evoluzione dei nuovi media".

I genitori della Fiction televisiva

Chi sono i legittimi "genitori" della fiction televisiva?

Ce lo spiega Simone Luciani, che sull'argomento ha elaborato una tesi di laurea ad hoc, riproposta in sintesi in questa pagina. L'appassionante lettura rintraccia le origini della narrazione seriale del piccolo schermo nel Fumetto, nella Letteratura, nel Cinema, nella Radio e nella Tv degli anni '50. "La fiction televisiva - scrive Simoni- rientra in quella modalità di raccontare storie che viene definita 'seriale'. Tale modalità è caratteristica delle forme narrative di massa, e sta a indicare delle caratteristiche che coinvolgono le modalità produttive, le caratteristiche testuali e le modalità di consumo...Queste caratteristiche si iniziano ad affermare all'interno dei processi di industrializzazione della cultura, iniziati in Europa nell'Ottocento, in periodi diversi a seconda delle realtà nazionali...Dunque, sono rintracciabili diverse forme narrative seriali che precorrono la fiction televisiva".

Paperissima e Reporter, la Tv amatoriale

Da Paperissima a Reporter, i filmini amatoriali alimentano il flusso perpetuo della Televisione con la T maiuscola e aprono uno spiraglio all'interazione "bidirezionale" nel Medium "unidirezionale" per antonomasia. E' questo il tema di un saggio firmato da Alessandra Alessandri, docente presso l'Università Cattolica di Milano e l'Università di Trento e titolare di Labmedia, agenzia per la Ricerca & Sviluppo e la formazione ai media, e da Giorgio Simonelli, professore di Teoria e Tecnica dell'informazione nell'Università cattolica di Milano. Lo studio prende in esame alcune edizioni degli anni '90 di trasmissioni che hanno usato i contributi dei telespettatori. Indica caratteristiche e finalità di ogni programma e segnala il loro comune intento: un'istanza apparentemente democratica di accesso al mezzo, concesso al telespettatore come "autore che fa la tv". In effetti, è la tesi dei due esperti, questa categoria di programmi rappresenta il paradosso di una "non-tv più più autentica della Tv stessa che fa spettacolo grazie al telespettatore".

I segreti della Conumicazione di Massa

La Comunicazione mediatica -un film, uno spot, un reality o un sito Web professionale- sfrutta particolari meccanismi di persuasione e di fidelizzazione studiati da esperti. Ce li spiega la semiologia e scrittrice Cinzia Ligas sul suo blog, in modo semplice e molto piacevole. La disciplina "interdisciplinare" di cui si occupa ha un nome che incute timore- Comunicazione polisemantica- e una definizione complessa. In effetti, le spiegazioni di Cinzia Ligas sono alla portata di tutti, perché attengono all'uso di segni e simboli che qualunque persona dotata di media cultura conosce, o può essere invogliato ad apprendere con facilità. Un paio di esempi. Chi avrebbe immaginato che l'uso dei colori nella serie Doctor House, in particolare del rosso della tazzina da caffè piuttosto che del vestito di una protagonista, è studiato per trasmettere input narrativi subliminali ai telespettatori? E che i messaggi trasmessi da Paolo Bonolis e Luca Laurenti nello spot del caffè Lavazza sono basati sugli archetipi teorizzati dallo psicanalista Jung?

La storia dei Media in sette risposte

Chiaro e sintetico, questo documento espone il percorso storico della Tv e dei Media in sette brevi paragrafi. Si tratta di un'intervista concessa dal prof. Giuseppe Richeri al programma della Rai, Mediamente. Richeri è laureato in Economia e Commercio ed insegna Strategia dei Media nell'Università Svizzera Italiana di Lugano ed Economia dei Media nell'Università di Firenze. È stato direttore di ricerca presso il Centro Studi San Salvador di Telecom Italia a Venezia. Ha svolto attività di ricerca e consulenza per istituzioni pubbliche (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Ministero delle Comunicazioni, Unione Europea, tra le altre) e imprese (Rai, Nippon Hoso Kiokai, France Telecom, Telefonica, ecc.) ed è autore di diversi libri, tra cui:
La qualità televisiv (1996), Eri Edizioni Rai
La tv che conta. Televisione come impresa (1992), Baskerville
La Radio, origine, storia, modelli (1981), Mondadori

La scomparsa dell'Inchiesta televisiva

L'ex direttore di Rai Educational Renato Parascandolo, esamina i motivi della scomparsa dell'inchiesta televisiva e valuta la gravità di questa lacuna nella Tv odierna. "Purtroppo - scrive- dal palinsesto della televisione pubblica è stato espunto - ormai da vent'anni - l'unico strumento che poteva descrivere e mostrare la realtà sociale nella sua complessità, oggettività e contraddittorietà: l'inchiesta giornalistica a sfondo sociale...Con il declino dell'inchiesta televisiva è cominciata la sistematica 'spettacolarizzazione' della realtà... con l'affermarsi delle trasmissioni meno impegnative - e soprattutto meno costose - imperniate sulla figura del 'giornalista-giornalaio', secondo la famosa espressione di Funari, siamo di fronte al classico esempio della moneta falsa che scaccia quella buona..."

La Televisione oltre la Televisione

E' un libro di oltre 150 pagine pubblicato in collaborazione con l’Istituto italiano
per gli Studi filosofici nel febbraio 2000 da Editori Riuniti, che si può scaricare per intero qui in versione ebook. Lo ha scritto Renato Parascandolo, giornalista, già direttore di Rai Educational, e dirigente Rai, di cui si può vedere la biografia in un file a parte. Ecco come presenta il volume lo stesso Parascandolo.
"Come dev’essere ... organizzata e come deve funzionare una televisione che non è piú soltanto analogica, monomediale, nazionale e generalista ma, contestualmente, digitale, multimediale, internazionale e tematica? Questo libro si propone di rispondere a tali domande, cercando di indicare le linee guida di una televisione pubblica che per vincere la sua battaglia di civiltà con la televisione «a fine di lucro», dovrà necessariamente misurarsi anche con l’innovazione tecnologica, spingendosi oltre la televisione". Sul ruolo che dovranno avere gli atori nella Tv moderna, Parascondolo afferma: "Il problema non è la mancanza di creatività degli autori, ma la loro castrazione intellettuale...La nuova Rai, per essere edificata, ha bisogno di spiriti liberi, creativi, intraprendenti, colti, efficienti, provvisti di una ferma coscienza civile e soprattutto dotati d’immaginazione burocratica..."

Marshall McLuhan

"McLuhan, un umanista nel villaggio globale" è il primo di una serie di documenti che segnalerò su questa Guida sul sociologo canadese e sugli altri grandi teorici della Comunicazione di Massa. In questa intervista, Gianpiero Gamaleri spiega in cosa consiste il metodo di comunicazione usato da McLuhan che fece di lui, negli anni ’60, un anticipatore delle moderne modalità di comunicazione legate alle tecnologie più avanzate come Internet. Gianpiero Gamaleri è giornalista professionista, ex consigliere di amministrazione della Rai e docente di 'Teoria tecniche del linguaggio radiotelevisivo' presso l’Università di Roma Tre e di 'Teoria e tecniche de le comunicazioni di massa' alla LUISS - Guido Carli di Roma.

Le TeleVendite

Uscite dal ruolo di intruse, le telepromozioni hanno  dignità all’interno del palinsesto? E’ il tema del presente saggio, "Le Telepromozioni. E' il programma tv ad interrompere la Pubblicità", basato sulla tesi di laurea discussa nel 1990 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Cattedra Teoria e Tecnica delle Comunicazioni sociali, da Alessandra Alessandri. Oggi docente di "Teoria e Tecniche del linguaggio Audiovisivo" presso l'Università Ca tolica di Milano e di "Teoria e Tecniche del Sistema Radiotelevisivo" presso l'Università di Trento, la prof. Alessandri ha lavorato dal 1991 al 2002 a Mediaset ed in e.BisMedia. E' titolare di Labmedia, agenzia per la Ricerca & Sviluppo e la formazione ai media, dal cui sito si può scaricare direttamente questo saggio.

La MetaTelevisione

Da Blob in poi, Giorgio Simonelli, Alessandra Alessandri e Marco Dariu si occupano in questo saggio del metalinguaggio televisivo, della Tv che parla di Tv, in un vortice di autoreferenzialità simulativa che il sociologo Jean Baudrillard ha definito "un insieme di segni che si scambiano ormai fra di loro senza scambiarsi affatto con il reale" nel suo libro "Il Delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?".

L'eredità moderna di Carosello

Quanto di Carosello, una forma di Pubblicità televisiva unica in tutto il mondo, è rimasto nelle attuali forme di Pubblicità televisive? Dal billboard alla televendita all'advertainment, ecco tutti gli pseudo-eredi del Carosello. Il saggio è di Alessandra Alessandri, docente di "Teoria e Tecniche del linguaggio Audiovisivo" presso l'Università Cattolica di Milano e di "Teoria e Tecniche del Sistema Radiotelevisivo" presso l'Università di Trento, ex dirigente Mediaset e di e.BisMedia, ed oggi titolare di Labmedia, agenzia per la Ricerca & Sviluppo e la formazione ai media.

Studio sull'infotaiment

Analisi originale di uno dei generi di base della televisione attraverso la rappresentazione che ne ha dato il Cinema. Il saggio è tratto da un volume curato dal regista teatrale Gaetano Tramontana e si intitola "L'informazione nella società attraverso lo sguardo del Cinema, con un aggiornamento sul sistema televisivo europeo negli anni novanta". E' stato realizzato nell'ambito della cattedra di Teoria e Tecnica dell'informazione dell'Università cattolica di Milano del prof. Giorgio Simonelli da Alessandra Alessandri. Laureata in Teoria e tecniche delle comunicazioni sociali, la prof. Alessandri è docente di "Teoria e Tecniche del linguaggio Audiovisivo" presso l'Università Cattolica di Milano e di "Teoria e Tecniche del Sistema Radiotelevisivo" presso l'Università di Trento. Ha lavorato dal 1991 al 2002 a Mediaset ed in e.BisMedia. E' inoltre titolare di Labmedia, agenzia per la Ricerca & Sviluppo e la formazione ai media, dal cui sito si può scaricare direttamente questo saggio.

Inchiesta sul Reality Show

Inchiesta sul mondo dei Reality show condotta da Elena Redaelli, giornalista pubblicista laureata in Linguaggi dei media e specializzanda in Teoria e tecniche della comunicazione mediale. E' basata sulla sua tesi di laurea, dal titolo "Il circuito informativo tra telegiornale e reality show". Contiene un'introduzione generale che illustra i vari filoni del genere ed i suoi tratti identificativi, e da tre schede tecniche approfondite sulle edizioni 2005-2006 dei principali Reality trasmessi da Rai e Mediaset. L'inchiesta si può scaricare in formato rtf, o direttamente sul blog di Elena, Tvboomerang.blogosfere.it, uno tra i più intelligenti e piacevoli diari quotidiani sul backstage televisivo presenti in rete.

I mestieri della Televisione

L'autore Luca Pappalardo spiega come è organizzata la macchina televisiva -le aree, gli uffici, i ruoli- e illustra i processi di produzione dei programmi e dei format. Un capitolo della sua guida indica a chi rivolgersi e quali sono le opportunità di lavoro in questo campo.  Luca Pappalardo ha collaborato con la Walt Disney company come promo producer ed allla creaazione del palinsesto di Disney channel fino al 2004. Attualmente svolge attività di consulenza come autore/produttore, e collabora con la società di produzione televisiva Magnolia SPA. E' autore, tra gli altri, di Camera cafè per Italia 1 e TVdiari per All music. Cura la rubrica Guida alla Televisione su Supereva, citata nel primo file (Lavorare in televisione..), a cui si può accedere da questo link, e da cui si può naturalmente scaricare anche il documento che ho ricopiato qui sotto in Rtf

I generi nei mass media

La tesi di laurea di Simone Luciani, di cui si può leggere un estratto, illustra i criteri teorici che definiscono cos'è il "Genere" in Tv, Radio, Fumetto, Cinema e letterattura. Ai generi della Tv sono dedicati due paragrafi, che ricostruiscono l'evoluzione storica di queste "categorie e modalità di sistematizzazione" che nella neo-televisione sono sempre più ambigue a causa dell'ibridazione dei vari tipi di intrattenimento. "Negli ultimi anni -spiega Paolo Taggi, citato dall'autore- è emerso e si è attestato un termine intermedio tra la categoria di genere e il singolo programma: si tratta del format".

Linguaggio radio-televisivo

In 18 mini-lezioni, Gian Luigi Pezza spiega i requisiti espressivi e stilistici della comunicazione radiofonica e televisiva e dei suoi generi. L'opera è edita dall' Istituto di Pubblicismo. Il suo autore ha lavorato in Rai dal 1958 al 1994, sopratutto come dirigente dell'Ufficio Pubbliche Relazioni. Ho raggruppato le 18 lezioni in sei files. Un settimo contiene la biografia di Gian Luigi Pezza.

Glossario della Fiction

Il glossario è curato dall'Osservatorio sulla Fiction italiana, istituito dal Centro di studi sociologici "Il Campo",  sodalizio creato nel 1986 dai sociologi Giovanni Bechelloni e Milly Buonanno. "Il glossario comprende - spiegano i suoi autori-un’ampia selezione di termini relativi alla fiction televisiva, pertinenti a differenti aree (formati, narrazione, produzione, offerta). Le definizioni, soprattutto per quel che riguarda le strutture formali e produttive della fiction, hanno carattere storico-esemplificativo. Il glossario è un work in progress, nuove voci verranno aggiunte su base mensile". Si può scaricare direttamente su Format, in versione Htm, Asp, FrontPage e htt ipertestuale, o a questo indirizzo. Il documento presente su Format, nelle 4 versioni, sarà sempre al passo con gli aggiornamnti effettuati dagli autori sul sito dell'Osservatorio. 

Studio sul Reality Show

Questo volumetto a cura di Alessandra Alessandri è costituito dagli interventi di alcuni studiosi dei Media fatti nel corso di un worshop promosso da Mediaset nel 1999. Tra i tanti e qualificati pareri, c'è anche quello dell'autore olandese del format Stranamore. Ecco l'indice completo ed i file in pdf dei vari contributi.

Guida ai Format

La Guida comprende cinque files, in formato universale RTF, che si possono scaricare anche sul sito Ideamatic, previa registrazione: Cos'è un Format, Format di carta e programmi, Come scriverlo, Stima del budget, Come tutelere l'idea di un nuovo Format

Analisi dei format di successo

Studio sui format commissionato nel 2003 al laboratorio di ricerca specializzata sui media "Istituto Italiano per l’industria Culturale" (IsiCult) da Mediaset e Rai. Qui è proposta la versione ridotta della ricerca, pubblicata da MilleCanali con il titolo "Zombie e cocoon, cloni e cyborg..", sottotitolo "Un’analisi di un 'modo' di fare televisione sempre più diffuso, in tutto il mondo ed in Italia in particolare. Il format come 'sistema' industriale per ridurre i rischi dell’impresa televisiva. Vantaggi (economici) e svantaggi (creativi)". Contiene anche l'originale ricetta in sei C dei format di successo.

Analisi del ritmo televisivo

Filosofo e semiologo, Daniele Barbieri è un docente universitario che collabora con Umberto Eco. E' esperto in comunicazione visiva, in particolare in fumetto e graphic design, ed ha lavorato come consulente per l'invenzione del palinsesto di RAISAT1. Tra le sue tante pubblicazioni, spicca proprio una ricerca fatta per la Rai dedicata all'analisi dei programmi televisivi dal punto di vista del ritmo. Si chiama "Questioni di ritmo. L'analisi tensiva dei testi televisivi" ed è scaricabile qui e sul suo sito. Fondamentale per chi vuole conoscere la struttura di base di un evento televisivo ed imparare a scrivere programmi interessanti. Le schede prendono in esame format storici, come Mixer, Mi Manda Lubrano, Blob, I Fatti Vostri, ecc..

Il montaggio

Alcune valide risorse permettono ai nuovi autori di prendere dimestichezza con il montaggio, strumento autoriale di base che conferisce la forma definitiva al racconto per immagini ideato per il piccolo così come per il grande schermo. Il portale JumpCut consente ai neofiti di acquistare familiarità con questa tecnica di scrittura. Gli iscritti possono caricare i loro filmati e stravolgerne poi le sequenze ed i parametri originari con una procedura guidata di remix. Così come possono semplicente riscrivere titoli ed effetti e rielaborare l’ordine delle immagini delle clip altrui, od ampliarle con nuovi contributi video e audio. Un testo in Pdf è invece un vero mini-corso completo sul montaggio.

Neo Televisione e Post Modernità
E' uno studio della sociologa Claudia Chiurazzi, esperta in Psicologia delle Comunicazioni sociali, che teorizza un nesso tra l’ibridazione dei generi televisivi della moderna Neo Televisione di flusso e la tendenza alla destrutturazione della nostra epoca. I generi tv di oggi rispecchiano ,secondo la sociologa, le confuse identità degli Uomini di oggi.

Ecco un brano-chiave:

"Lo strutturarsi della comunicazione televisiva secondo un modello a flusso, che vedeva l'abbandono di una programmazione riconoscibile dallo spettatore in base alle regolarità del genere, la paleotelevisione, in favore di una programmazione caratterizzata dall'ibridazione dei generi, la neotelevisione, esprime la progressione tipica dell'epoca postmoderna verso la destrutturazione...L'ibridazione dei generi viene così ad essere speculare della 'pastache personality', del soggetto che costruisce il proprio sé non ricorrendo ad un'idea a priori dell'identità 'vera', ma in relazione alle situazioni in cui è inserito".

Grammatica della manipolazione

L'associazione "Megachip" ,nata il 25 aprile del 2002 per "creare una mobilitazione permanente sul tema della comunicazione, cruciale per il destino della democrazia", fornisce una serie di documenti di grande interesse per chi vuole capire a fondo come funziona e come si scrive la Tv. Sotto la voce "Grammatica della Manipolazione" sono raccolti una serie di saggi e articoli che analizzano casi reali di comunicazione televisiva, spiegando le tecniche di costruzione di un evento mediatico, ma anche mettendo a nudo gli espedienti usati per "plagiare" la pubblica opinione. I file si possono scaricare in Rtf su Format o direttamente sul sito dell'associazione presieduta da Giulietto Chiesa.

Mini corso di Giornalismo sui vari Media
 Per capire cos'è e come si fa Informazione sui Giornali, su Web, in Tv e in Radio, ecco uno strumento davvero utile. Lo hanno creato Antonio Sofi dell'Università di Firenze e Anna Meli del COSPE (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti) nell’ambito dei corsi promossi dal COSPE "ComunicAzione", rivolti agli immigrati in Italia per insegnare loro a dialogare con i Media, in attuazione del progetto europeo Log in the media. Si può scaricare qui o sul sito del COSPE dedicato ai Media multiculturali, realizzati cioè dagli stranieri residenti in Italia

Questo l'indice
1. Introduzione agli elementi di base del giornalismo
Fonti
Notiziabilità
L’agenda setting
2. Strumenti per comunicare con i media
Il comunicato stampa
La conferenza stampa
Le manifestazioni
La lettera di rettifica
L’intervista, come si fa sui vari Media
3. Elenco media locali toscani e nazionali

La Televisione degli immigrati: analisi di Un mondo a Colori (Rai2)

E' la tesi di laurea in Sociologia della Comunicazione con cui Silvia Montescagli ha conseguito nel 2003 all'Università di Firenze il dottorato in Scienze Politiche. Valuta come gli autori televisivi italiani rappresentano la diversità attraverso l'analisi dei vari generi che hanno parlato di immigrazione, dalla fiction alla pubblicità all'informazione, e sopratutto attraverso l'esame approfondito del magazine di Rai Due "Un Mondo a Colori". Si può scaricare una copia interna, o sul sito "Media e Multiculturalità" del COSPE.

                             SOCIETA' DI PRODUZIONE TELEVISIVA

Bongiorno Production

Nata nel 1996 da un’idea di Mike (proprio lui!) e Daniela Bongiorno, la Bongiorno Productions "si distingue per scelte di qualità nelle sue realizzazioni e per una linea di stile e di attenzione verso i problemi etici, raramente riconoscibili nell’odierno panorama di settore...antepone all’obiettivo di performance economica (PROFIT) due priorità rappresentate rispettivamente dall’essere umano (PEOPLE) e dall’ambiente (PLANET)".
Il sito è una vetrina informativa che contiene le schede che descrivono in dettaglio i vari format realizzati

                                        SCUOLE PER AUTORI

Scuola europea di Fiction

Il "Laboratorio avanzato di creazione e produzione di Fiction" è gestito dalla sede di Milano del Centro di Sperimentazione Cinematografica, la più antica Scuola per professionisti del Cinema al mondo, e si è strutturato in una Scuola europea di Fiction. Nato nel 2005, il Laboratorio si occupa di studiare e produrre serialità episodica. Si rivolge a sedici allievi e si propone di formare due figure professionali: lo sceneggiatore e il produttore creativo.  I docenti, coordinati dal direttore dell’Osservatorio Italiano sulla Fiction, provengono dal mondo della produzione, dell’Università e della ricerca nazionale e internazionale.

Piccola Accademia della Comunicazione e dello Spettacolo

Fondata e diretta dal popolare autore televisivo Stefano Jurgens, che vanta una lunga carriera di successi come scrittore di canzoni per Gianni Morandi, Corrado e Patty Pravo e di programmi per il piccolo schermo, ha il compito di formare i futuri professionistio dello Spettacolo "di tutte le età e di tutte le provenienze...che abbiano almeno un diploma di Scuola Media Superiore". Offre corsi per autori televisivi e radiofonici, oltre che per conduttori, registi ed attori, tenuti da importanti professionisti dello Spettacolo. "Per i più meritevoli ci sarà la possibilità di effettuare Stage Formativi e confrontarsi direttamente con la realtà scelta". Si trova a Roma in via Antonio Cantore 17

                                         I DATABASE DEI FORMAT

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Commenti

1. Elena, Giovedì 1 Giugno 2006 ore 14:31

Bellissima idea! :)))
Già salvata tra i preferiti

2. Metaformat, Giovedì 1 Giugno 2006 ore 20:14

Grazie, Elena!
Torna spesso, perchè in futuro la aggiornerò sempre:)

3. Media Aetas, Lunedì 12 Giugno 2006 ore 01:47

Volevamo complimentarci per lo spazio informativo che state offrendo, molto utile e fornito.

4. MetaFormat, Lunedì 12 Giugno 2006 ore 20:56

Grazie,
i complimenti fanno bene, perchè dedico molto impegno a questa rubrica.(Non siamo un gruppo, ma un solo blogger, Ernesto Siciliano, di cui puoi vedere alcuni lavori su www.wuwuwu.it)
Ricambio sinceramente per il vostro lavoro visibile su Mediaaetas.com, di cui spero di poter scrivere presto.

5. Elena, Domenica 23 Luglio 2006 ore 21:58

Grazie mille Ernesto! Sia dei complimenti che dei link :)

Aggiungo, per chi volesse contattarmi, l'indirizzo e-mail: elena.redaelli@gmail.com

6. Elena, Giovedì 23 Novembre 2006 ore 01:00

Ciao Ernesto,

ti scrivo per anticiparti di conservare un posticino per la tesi specialistica che sto scrivendo, Tragedia e commedia nelle serie Usa. Per ora è ancora in fase di ideazione, visto che mi laureo a luglio, ma spero possa essere interessante :-)

Ancora complimenti per la guida,

un saluto!

7. Metaformat, Venerdì 24 Novembre 2006 ore 18:53

Ciao Elena,
e scusa il ritardo con cui rispondo (negli ultimi giorni sono entrato velocemente solo per postare).

Complimenti per il tema affascinante della tua tesi, che attendo con ansia di inserire tra i documenti di questo database!

Grazie in anticipo per l'ulteriore contributo.
In bocca al lupo per la tua laurea!

Ernesto

P.S. Ricodo a chi volesse scaricare l'inchiesta sui reality show di Elena Redaelli che è disponibile nella sezione Documenti di questa Guida anche in versione Word.

8. Claudio Bontempi, Martedì 28 Novembre 2006 ore 18:03

ciao Ernesto.
Sto usufruendo del tuo blog perchè necessito di info pratiche per la scrittura di format tv.
In particolare ho scaricato la guida, tuttavia nella pagina del budget rimanda ad una sezione Modelli, che contiene esempi di voci budget per programmi già realizzati.
Dove è possibile accedere a quel link?
Mi faresti un favore enorme!!!
Grazie e complimenti,
Claudio

9. Metaformat, Mercoledì 29 Novembre 2006 ore 14:09

Ciao Claudio,
quando ho scaricato la guida da Ideamatic per riproporla sul mio blog, mancavano i grafici a cui ti riferisci: non posso dunque aiutarti!
Leggo adesso su www.Ideamatic.tv che stanno rimettendo in linea il sito, e probabilmente renderanno di nuovo disponibile la guida: se dovesse mancare ancora il link ai modelli, puoi rivolgerti ai responsabili del sito (Francesco Linguiti, che insegna presso l'Università LUMSA di Roma, e Giuseppe Musci, regista, e autore per La7, Rai2, Sky, che ha due siti personali www.musci.org e www.musci.it ).

Ti informo inoltre che la settimana prossima inserirò nella "Guida per autori di Tv e Media" di Format la traduzione italiana di un’altra Guida ai Format realizzta da un importante autore inglese, dove puoi trovare anche utili indicazioni sul budget.

La puoi scaricare in lingua originale all'indirizzo http://www.tvformats.com/formatsexplained.htm

Grazie per l'interesse per il mio lavoro :),
a risentirci,

Ernesto


10. Claudio Bontempi, Mercoledì 29 Novembre 2006 ore 18:46

grazie mille, sicuramente tornerò ad importunarti per il grande patrimonio che offri col tuo blog!!!
Ciao e a presto!
Claudio

11. Luigi Milani, Venerdì 1 Dicembre 2006 ore 11:50

Cari amici della Blogosfera, posso segnalarvi la pubblicazione - povero me, autoprodotta - di un mio romanzo ambientato nel mondo della TV e del Rock USA, intitolato Rockstar?

Se volete dare un'occhiata al libro, date un'occhiata qui: http://www.lulu.com/content/464497

12. valentina, Martedì 30 Gennaio 2007 ore 21:08

Ciao, ho bisogno d'aiuto.
Sto scrivendo la mia tesi triennale e ho bisogno di un pò di materiale sul reality la pupa e il secchione.
Can u help me? Se hai qualcosa sulla versione americana The beauty and the geek, let me know!
Grazieeee

13. Metaformat, Mercoledì 31 Gennaio 2007 ore 17:03

Ciao Valentina,
in effetti quando mi sono occupato de La pupa e il secchione su questo blog ( se fai una ricerca col motore di ricerca interno trovi i miei post) ho individuato on line qualcosa di approfondito sulla versione originale americana.

Non molto, ma ti segnalo i link degli articoli in inglese che ho recuperato allora.

Ho trovato una critica interessante di Jodie Janella Horn. E’ un’antropologa ed esperta di media che analizza il format dal punto delle relazione uomo-donna nell’ottica dell’evoluzione darwiniana ed evidenzia le incongruenze del programma rispetto a questa teoria. http://www.popmatters.com/columns/horn/050727.shtml

L’ho tradotto e letto molto superficialmente, e mi pare un punto di vista intelligente, dato il tema.

I produttori del programma americano hanno infatti insistito molto su una supposta funzione di “esperimento sociale” di questo format. Variety Fair sottolinea giustamente in questa scheda del programma http://www.variety.com/review/VE1117927251.html?categoryid=32&cs=1&p=0 che metà dei partecipanti sconosce il significato di “sociale” e l’altra metà quello di “esperimento”.

Un'altra scheda dettagliata la trovi su Wikipedia Usa http://en.wikipedia.org/wiki/Beauty_and_the_Geek .

Ti segnalo infine che il programma di Sat 2000 (la cosiddetta tv dei Vescovi) nel programma Il Grande Talk http://www.ilgrandetalk.it/ ha analizzato il 20 ottobre 2006 la carriera autorale di Simonetta Ercolani, che ha adattato il format Usa, ed ha confrontato La pupa e il Secchione e l'originale The Beauty and the Geek.

Credo sia interessante chiedere direttamente a loro se ti danno la registrazione della puntata ,se devi fare una tesi incentrata sul confronto, o cmq leggere interviste alla Ercolani per sapere come ha modificato il format originario.

In bocca al lupo per la tesi, e fammi sapere se ti è servito quialcosa di questo materiale o cerchi qualcosa di più mirato...

Ernesto

14. Valentina, Mercoledì 31 Gennaio 2007 ore 23:36

ciao Ernesto, grazie mille per avermi risposto.

Alcuni di quei siti internet già li conoscevo ma l'articolo della Horn e' stato davvero interessante.

Ora ho provatoa scrivere a quelli del Grande Talk in modo da avere piu' notizie..e poi se riesco vado a roma per incontrare l'autrice Simona Ercolani.

Per il momento grazie ancora.

ciao

15. Damiano, Domenica 11 Febbraio 2007 ore 10:22

Questo spazio è uno dei tanti motivi per cui ancora riesco a stupirmi. Gli articoli, i documenti, i siti, i personaggi che sono qui citati, studiati, disponibili e raccontati danno modo alla passione che unisce tutti, di ardere. Anche io, come alcuni di voi( leggevo i post) mi sto laureando alla triennale e non nascondo che molti degli argomenti curati, sono presi direttamente da qui. Il mio sarà un omaggio a chi questo spazio l'ha pensato, l'ha curato e con il tempo lo aggiorna. Ci sarà un futuro dove avremo la possibilità di chiamarci colleghi? Io lo spero vivamente, perchè avere le basi per trasmettere una passione a chi un domani avrà la mia età(21 anni) e vorrà scoprire i segreti di questa professione, è una bella vittoria. A presto.

16. Metaformat, Lunedì 12 Febbraio 2007 ore 18:04

Grazie per l'omaggio, Damiano, mi fa molto piacere! Sapere che il mio lavoro è apprezzato anche da persone competenti che ,come te, studiano questi argomenti, che diventeranno l'oggetto della loro professione futura, mi invoglia a proseguire con più entusiasmo!

A risentirci, e in bocca al lupo per l'Università :)

17. moresun, Domenica 25 Febbraio 2007 ore 18:16

Ciao Ernesto
anche io mi voglio complimentare per la completezza delle informazioni di questo spazio...

volevo chiederti se conosci anche link specifici sulla radiofonia...

Grazie ancora per questo stupendo lavoro...
Sara

18. Metaformat, Lunedì 26 Febbraio 2007 ore 20:32

Ciao Sara, grazie a te per l'apprezzamento:)

Mi sono concentrato finora di più nella ricerca di risorse legate alla tv. Mi ero cmq già ripromesso ,e lo farò di certo dopo il tuo "input", di valorizzare anche gli studi su radio e new media...

Non sono in grado per ora di indicarti link "al volo".

Inoltre purtroppo fino al 4 marzo ho un impegno con la redazione di Blogosfere relativo ad uno Speciale su Sanremo che mi impedisce di curare questa pagina..
(ho anche altre attività oltre al blog, ahimè!)

Dalla settimana prossima però segnalerò e metterò qui i primi link e materiali relativi alla radio, e nel futuro prossimo mi dedicherò sopratutto a questo settore: ti invito dunque a tornare presto a visitare questa pagina!

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