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Maurizio Costanzo in carcere: plagio di Rai Tre

Mercoledì 21 Giugno 2006, 14:18 in Vecchi media di

Pn1_1 Il carcere è la location più naturale per un reality show.

Già alcuni mesi fa, esattamente l’11 febbraio scorso, scrivevo un post sul web-reality interattivo "Vite Spiate", che cominciava così:

"Il reality show on line 'Vite Spiate' prosegue su Web la saga carceraria avviata in  Tv da 'Grande Fratello'. Carceraria perché, osserva con acume psicologico il critico Ignacio Ramonet a proposito di 'The Big Brothers', 'la trasmissione, ripresa con l'aiuto di telecamere di sorveglianza e specchi speciali, riproduce un tipico dispositivo di controllo (poliziesco, carcerario, militare) che dà allo spettatore una sensazione di potere, di controllo, di dominio e alla lunga rafforza anche il suo senso di protezione (paternalista) nei riguardi dei reclusi volontari'. Insomma, siamo tutti questurini, oltre che telespettatori-consumatori!...".

Ebbene, in questi giorni sono stati annunciati due reality che richiamano proprio la triste realtà delle case di pena in modo esplicito.

Uno la cita in modo metaforico, perché sarà trasmesso su Web dal sito OurPrisoner.com. E’ sponsorizzato da un’azienda informatica statunitense, Bigstring, che ha messo in palio come premio per l’unico concorrente un’assunzione tra i suoi dipendenti con uno stipendio annuo di 60 mila dollari e  un’auto nuova. Vi parteciperà Kieran Vogel, un americano di 35 anni che per sei mesi sarà segregato in casa ed osservato minuto per minuto da 32 telecamere.

L’altro è invece firmato da Maurizio Costanzo ed andrà in onda da un vero carcere in autunno su Italia 1.

La real tv, da distinguere dalla reality tv, perché  documenta in modo diretto la realtà secondo la prassi statunitense "No script, no actors, no editing", e non la rielabora con filtri linguistici sofisticati per trasformarla in un gioco con televoto annesso, aveva già illustrato la vita all'interno di una prigione italiana.

Lo aveva fatto con la trasmissione di Rai Tre "Liberi di Giocare", che registrava le gesta di una squadra di calciatori amatoriali,  detenuti ad Opera.

Ora, si tuffa nel business penitenziario Costanzo, come mi segnala gentilmente don Paolo Padrini, titolare del blog Passi nel deserto.

Che teme, mi pare di intuire dal suo post, che Costanzo possa sfruttare per fini spettacolari con il suo solito cinismo la condizione umana più umiliante: di coloro che sono reietti dalla società e privato del bene più prezioso.

Se questa è la sua paura, in questo caso non credo abbia fondamento.

Probabilmente Costanzo si limiterà a plagiare in versione ampliata la real tv, o tv verità secondo la declinazione italiana, già sperimentata da Rai Tre con il format "Liberi di Giocare". Inficiando così la "storica novità televisiva" tanto millantata nei suoi annunci alla Stampa.

Non penso davvero che possa proporre uno show comprensivo di trenino e giochino con premio finale.

Lui ne sarebbe anche capace, per fare audience.

Ma i dirigenti di un carcere non lo permetterebbero, perchè sono persone serie!

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11 commenti
11
22 Mar 2012
alle 18:30

Tasha35Quinn

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10
13 Apr 2010
alle 20:39

corradop

"Isola delle femmine" è che diavolo c'entra? Possiamo attenerci ai temi del blog?

 

SECONDA COSA: attenzione: Costanzo ha già fatto  qualcosa di simile anni e anni fa, trasmettendo dalle carceri, quindi  non si puo' proprio parlare di plagio. Informarsi, pregoooooo!

9
13 Apr 2010
alle 13:05

Pino Ciampolillo

 

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

  

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco”  (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser  finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!

Quotidianamente ormai, i Cittadini  di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere  la meglio chi urla più forte. La  sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la  Vostra  che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso  nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino  praticato tra  l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella  demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che  Lei  crede di parlare a   Cittadini   elettori smemorati che hanno dimenticato le  Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA”  dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e  per le vostre FAMIGGHIE.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così  la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi)  sono stanchi di vivere in un paese  dominato da un sistema cupola affarisitico che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto    da gruppi di famigghia.

Signor “Sindaco Portobello ai  Cittadini di Isola  è ormai chiaro anzi “trasparente”  come dice il suo consigliere signor Peloso,  della  netta sensazione (non solo) che state dando:     il Vostro  primo vero obiettivo è  che  in questo paese nulla deve cambiare  e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una  gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria)  e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi  Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.

I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della  responsabilità per il ruolo ricoperto.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti  respingiate  le accuse che hanno visto  gruppi ben individuati di  rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire  a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono  un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI  IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello  Lei concorderà certamente con me  nel  credere essere:  diritto-dovere per  chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto”  morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che  amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”.   Si renderà conto da solo Signor “Sindaco”  Lei ha affermato:  che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno.  Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”?  oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che  non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una  Sua risposta.

Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito  e libero dall’immondizia che ormai ricopre  tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione  e l’incentivazione  della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.

Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello,  i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine  dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza,  salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per   uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se  proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità  spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche  la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.

  

Pino Ciampolillo

  

8
20 Feb 2007
alle 17:15

ComitatoCittadinoIsolaPUlita

Da: “il Manifesto” del 18 febbraio 2007

Incompatibile con i Veleni di Totò
Massimo Giannettì Palermo

Gioacchino Genchi, ex leader del movimento studentesco palermitano del '68, tutto poteva immaginare nella vita, tranne che avrebbe avuto di nuovo a che fare, quasi quarant'anni dopo il '68, con quel «tipo strano» che frequentava le assemblee del collettivo della facoltà di scienze e poi andava a denunciare gli studenti alla polizia. Quel «tipo strano» che gli stessi studenti allontanarono a calci nel sedere dall'università appena scoprirono che era un infiltrato, un paio di mesi fa è infetti diventato nientemeno che direttore generale del dipartimento territorio e ambiente nel medesimo assessorato della Regione Sicilia, dove Gioacchino Genchi, dirige da diversi armi l'importante «Servizio 3», quello che si occupa della tutela dall'inquinamento atmosferico.

L'ex infiltrato - peraltro reo confesso - nel movimento studentesco, ex militante del Msi e poi di An, e ora alto dirigente regionale in quota dell'Mpa di Raffaele Lombardo, è insomma il suo nuovo capo gerarchico e in virtù di questo potere l'8 gennaio scorso ha deciso che per «ordini superiori» Gioacchino Genchi non deve più dirigere quel Servizio. Senza curarsi minimanente della legge (la numero 241 del '90 sui procedimenti amministrativi), Pietro Tolomeo, il suddetto direttore generale, ha quindi preso carta e penna e senza alcuna motivazione né preavviso gli ha revocato l'incarico in seduta stante, destinandolo in un'altra sede. «Conseguentemente a ciò e ribadendo la richiesta già avanzata per le vie brevi - è la stata sua intimazione scritta - le si chiede di consegnare immediatamente allo scrivente tutta la documentazione e il registro di protocollo interno relativi al Servizio 3 ancora in suo possesso». Dalle parole è poi passato ai fatti.

Di fronte alle resistenze di Genchi a lasciare il suo posto di lavoro, Tolomeo • che come avrete già capito è uno che gli «ordini superiori» li esegue davvero alla lettera - ha infatti cominciato lui stesso a sgomberare scaffali e scrivanie dall'ufficio del funzionario, tentando, in sua assenza, di prelevare anche documenti dal suo computer.

Ma non è finita, perché Tolomeo - che è un tipo abbastanza grosso di statura e a quanto pare anche abbastanza manesco, la l' 11 gennaio, e cioè tre giorni dopo aver dato il benservito a Genchi, visto che quest'ultimo e uno dei suoi collaboratori insistevano cercando di fargli capire che la revoca dell'incarico senza giustificato motivo è nulla, e che proprio per questo motivo i documenti che lui pretendeva non glieli avrebbero consegnati, Pietro Tolomeo è saltato su tutte le furie e si è avventato fisicamente addosso ai due interlocutori.

Perché e per conto di chi?

Adesso tutta questa storia è nelle mani della magistratura, alla quale Gioacchino Genchi - contro la cui rimozione sono scesi in piazza ambientalisti, comitati di cittadini, sindacati di base e politico regionali - si è subito rivolto per difendere i propri diritti. Ma a questo punto la domanda è: perché Pietro Tolomeo ha fatto quello che abbiamo raccontato?, o meglio: per conto di chi ha eseguito quell'«ordine superiore» come a lui stesso confidato a Genchi?

Date le caratteristiche del personaggio, tutte le ipotesi sono ovviamente plausibili, ma Tendiamo ad escludere che si sia trattato di una sua vendetta postuma per i fatti universitari del secolo scorso. Il suo passato di fascista e di spia della polizia, a parte i metodi, al 99,9 % non ha alcun legame con l'epurazione dell'ex leader sessantottino dal Servizio antinquinamento. Un Servizio - è bene sottolinearlo - che è come il fumo negli occhi sia per le grandi lobby chimiche che operano nell'isola che per lo stesso potere politico siciliano. Le origini della rimozione di Genchi, già vittima l'anno scorso di una simile ritorsione, vanno quindi rintracciate tra i numerosi provvedimenti che il «Servizio 3» da fui diretto stava per emettere o ha emesso nei mesi più recenti.

Tra questi la clamorosa chiusura della distilleria Bertolino di Partinico, la più grande e più inquinante fabbrica etilica d'Europa, di proprietà della cognata dell'ex «ministro dei lavori pubblici» di Cosa nostra, Angelo Siino (poi pentito) e nella quale si sarebbero, fra l'altro, tenute varie riunioni della Cupola di Bernardo Provenzano. Poi ci sono le drastiche misure nei confronti di alcune industrie del mattone catanesi che impastavano ceramica con i fanghi tossici dei petrolchimici del siracusano, e del cementificio di Isola delle Femmine (Italcementi) per l'uso de Pet Coke come combustibile per alimentare gli impianti che da anni avvelenano terra mare e cielo della località alle porte di Palermo.
Insomma, di interventi scomodi il direttore del «Servizio 3» ne ha firmati parecchi e altri ne aveva in serbo, come quelli rivolti ai petrolchimici di Gela, Milazzo, Augusta e Priolo. Ma gli indizi maggiori della sua rimozione portano dritti dritti ai quattro mega inceneritoridì rifiuti che il presidente della regione Totò Cuffaro vuole realizzate a tutti i costi in Sicilia: è un business colossale di circa 2 miliardi di euro che non può, anzi non deve assolutamente sfumare per colpa di un funzionario troppo ligio al proprio dovere, e che soprattutto non intende piegarsi alle pressioni del governatore.

A Genchi il piano rifiuti di Cuffaro non è mai piaciuto, c'è troppa puzza di bruciato.

E infatti non lo ha mai approvato. Ma non lo ha bocciato per un capriccio politico. Tant' è che nessuno, neanche lo stesso Cuffaro, gli ha mai mosso un simile rimprovero.

Il no del «Servizio 3» alle autorizzazioni delle emissioni di gas in atmosfera - preliminari per l'avvio dei cantieri - tende semplicemente ad applicare le normative, italiane ed europee, sulla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini I quattro inceneritori - previsti a Palermo, Paternò, Augusta e Casteltermini - oltre ad essere sovrastimati per lo smaltimento dei rifiuti prodotti in Sicilia, emettono una quantità di diossina dieci volte superiore ai limiti massimi tollerati ma non auspicati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'organismo umano. Un esempio pratico;

con l'entrata a regime dell'inceneritore palermitano di Bellolampo ai 750 mila residenti del capoluogo siciliano verrebbe inflitta la stessa overdose di polveri tossiche e nocive «tollerata ma non auspicate» per una megalopoli di 7 milioni e mezzo di abitanti.

Inoltre, conto gli inceneritoli c'è l' opposizione dei sindaci dei luoghi in cui sono previsti, che in quanto responsabili della salute dei cittadini, per legge, vanno ascoltati. «Per queste ragioni - dice Genchi - abbiamo ritenuto che i quattro inceneritori sono' incompatibili con il territorio e con le popolazioni)).
Verdetto già scritto

E' il verdetto che il responsabile del «Servizio 3» ha scritto già un anno e mezzo fa, quando gli inceneritori cominciavano a muovere i primi passi. Un verdetto che però Gioacchino Genchi non ha fatto in tempo ad emettere formalmente, perché proprio nel momento in cui stava per farlo, Totò Cuffaro, annusata l'aria al secondo piano di via Ugo La Malfa 169, bloccò in extremis la sentenza. In che modo? Esattamente come è stato per la seconda volta fatto 18 gennaio scorso: rimuovendo Genchi dalla direzione del Servizio.

Ma nel settembre 2005 il governatore siciliano fece male i calcoli. Pensava che una volta eliminato Genchi dal Servizio 3, il problema per gli «intoccabili 4» sarebbe stato definitivamente risolto. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, evidentemente.

Tant'è che ancora oggi la questione inceneritori è rutt'altro che chiusa. Sono cosi tante le irregolarità riscontrate nelle procedure che hanno consentito l'avvio dei cantieri, che nessuno sa come andrà esattamente a finire. C'è l'inchiesta della magistratura di Palermo sui bandì di gara (gran parte degli appalti se li sono aggiudicati varie società capitanate del gruppo Falk) pubblicati soltanto in Italia e non in tutta Europa come invece stabilisce la normativa; c'è poi la procedura d'infrazione della corte europea di giustizia per violazione della direttiva Ue sulla raccolta differenziata dei rifiuti, relegata dal piano Cuffaro ad optional anche rispetto al decreto Ronchi del '92; e c'è, soprattutto, l'indagine amministrativa del ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio che ha riscontrato, otto mesi fa, «gravi illeciti» sulle autorizzazioni delle emissioni in atmosfera concesse alle ditte appaltatrici dal suo predecessore Altero Matteoli Fu infatti l'ex ministro di An ad acquisire i poteri sostitutivi sulle stesse concessioni una volta azzerata l'autorità siciliana (Genchi) istituzionalmente preposta a farlo;

Era il mese di giugno del 2006, quando Matteoli e gli altri due ministri Francesco Storace (salute) e Pietro Lunardi (attività produttive), proprio nell'ultimo giorno di permanenza del Governo Berlusconi a Palazzo Chigi diedero il via libera agli inceneritori.

Ma i nulla osta, come peraltro fecero notare tecnici dello stesso ministero a Matteoli, non potevano essere concessi perché erano abbondantemente scaduti ì termini di legge, Erano cioè passati più di 900 giorni dal momento in cui le ditte ne avevano fatto richiesta

La normativa prevede che tali risposte devono essere invece date «entro 90 giorni».
Le autorizzazioni sulle emissioni di gas serra sono dunque ^(illegittime» e in quanto tali andrebbero annullate.

Dopo l'indagine Pecoraro Scanio annuncia effettivamente di volerle revocare, ma la revoca non è mai avvenuta, perché il ministro verde non è riuscito ad avere il benestare degli altri due ministri Livia Turco (sanità) e Pieluigi Bersani (sviluppo economico). È arrivata invece la «sospensione per 60 giorni; dei cantieri intanto avviati. Il decreto interministeriale è di questi giorni ed è la sostanziale ratifica delle conclusioni della conferenza dei servizi tenutasi a Roma il 22 novembre scorso con la partecipazione dello stesso Cuffaro.

Ed è proprio
tà concreta che la decisione ultima sulle autorizzazioni per le emissioni tomi di nuovo a Palermo, e precisamente al Servizio antinquinamento di via La Malfa, ossia nello stesso luogo da cui era stata madestramente sottratta nel settembre 2005 con la prima rimozione di Genchi Totò Cuffaro toma così a tremare.

È preoccupatissimo. Toglie perfino il saluto all'allora direttore generale del dipartimento ambiente e territorio Giovanni Lo Bue, colpevole, a suo dire, di non aver fatto un «buon lavoro sospendendo l'anno prima Genchi per soli cinque mesi. Al funzionario scomodo è stata infatti restituita la direzione del Servizio 3, dove da questo momento in poi - siamo alla fine del 2006 - si potrebbero appunto ridiscutere le sorti degli inceneritori. È a questo punto che entra in campo Tolomeo il manesco. Dopo anni passati a capo di una struttura regionale di ultimo ordine, è stato appena nominato al vertice di un dipartimento importantissimo. È l'uomo giusto al posto giusto per .scatenare la seconda guerra preventiva temuto responsabile del «Servizio 3». È una guerra lampo che Tolomeo mette in pratica, come si diceva l'8 gennaio, quando Gioacchino Genchi, con i metodi fascistoidi che abbiamo visto, viene nuovamente rimosso dall'incarico.

Al suo posto ora c' è un geologo, Salvatore Anzà, che a quanto si vocifera in assessorato non avrebbe alcuna preparazione sui nuovi compiti che lo aspettano. Ma è un aspetto del tutto secondario. La cosa più importante è che sia "persona assolutamente affidabile" per gli obiettivi di sua maestà Totò Cuffaro


MANIFESTO 18 FEBBRAIO 2007
Labels: COMITATI CITTADINI SICILIANI NO INCENERITORI


7
16 Feb 2007
alle 09:53

ComitatoCittadinoIsolaPulita

ISOLA DELLE FEMMINE PULITA NELLA LEGALITA’

ISOLA DELLE FEMMINE PULITA NELLA LEGALITA’

DEMOLIRE E CONFISCARE LA LEGGE C’E’

Spronare gli amministratori a rimboccarsi le maniche, agire da buoni padri di famiglia e rammentare il programma elettorale, senza piangersi addosso, per le manovre che il governo e la regione mette in atto per ridurre sempre più le uscite e diminuendo nel contempo i trasferimenti.

Vogliamo parlare dell’abuso edilizio cronico, elevato a sistema?

Quante costruzioni illecite sono state registrate e che dimostrano l’inerzia dell’amministrazione ingenerando così un legittimo affidamento sulla liceità dell’operato di cittadini disonesti.

La legge sui suoli stabilisce che, per ottenere il diritto di edificare, modificare, demolire un immobile, il cittadino ha l’obbligo di chiedere all’au-torità comunale la licenza edilizia, versare un contributo per le spese di urbanizzazione e una quota calcolata sui costi di costruzione dell’opera. Senza la licenza edilizia, il Sindaco, con ordinanza, ingiunge la demolizione della co-struzione, confisca l’area occupata e la acquisisce al patrimonio del Comune.

Considerato che la legge c’è, attribuisce ai Comuni le competenze nel campo dell’edilizia e offre gli strumenti atti a reprimere gli abusi, non si direbbe che nei comportamenti omissivi degli am-ministratori sia configurabile il reato di omissione di atti d’ufficio, che consiste nella violazione dell’obbligo giuridico di compiere un certo atto imposto dalla legge?

Sulla casa gravano tante imposte inoltre la pressione fiscale è enormemente aumentata negli ultimi anni.

Perché dunque il cittadino onesto deve assistere e tollerare il fenomeno generalizzato dell’abuso edilizio causato da inerti e colpevoli pubbliche istituzioni?


Pino Ciampolillo

Comitato Cittadino Isola Pulita

www.isolapulita.it

6
13 Feb 2007
alle 09:54

ComitatoCittadinoIsolaPulita


COMUNICATO STAMPA COMITATO CITTADINO Isola Pulita

UN PRIMO RISULTATO OTTENUTO DAL COMITATO CITTADINO “Isola Pulita”

Lo scorso ottobre il ministero dell’ambiente ha convocato presso il ministero, per un’audizione il sindaco di Isola delle Femmine argomento: “sospetto inquinamento atmosferico a Isola delle Femmine”

La convocazione fa seguito alla diffida che l’ Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia ha notificato alla Italcementi . Secondo la perizia dell'Arpa "l'azienda di Isola delle Femmine causa variazioni della qualità dell'aria per gli inquinanti emessi in atmosfera, modifiche all'impianto e al ciclo produttivo senza preventiva autorizzazione, utilizzo del petcoke, sottoprodotto della lavorazione del petrolio, come combustibile".
"La ditta - si legge nella diffida - non ha indicato i combustibili autorizzati nè la data di inizio di impiego del petcoke. La natura del petcoke non compare nei rapporti di prova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera e le modalità di gestione non sono citate nei decreti autorizzativi".
Il comitato cittadino "Isola pulita" ha sollecitato le autorità ad attivare tutte le procedure per salvaguardare la salute di lavoratori e cittadini. Il comitato ha intenzione, inoltre, di monitorare e verificare le connessioni tra il rapporto dell'Arpa e le patologie più diffuse sul territorio: neoplasie e malattie della tiroide.
Il presidente della Commissione Ambiente senatore Tommaso Sodano e Giovanni Russo Spena hanno presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente per avere informazioni sugli interventi di bonifica da apportare sul sito e sui rimedi per tutelare la salute degli abitanti di Isola. "Il petcoke - scrivono i senatori nell'interrogazione - è responsabile dell'emissione in atmosfera di idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel. L'Arpa ha rilevato la presenza di questi inquinati. Ma quel che è più grave è che le polveri sospese nell'aria, in base alle diverse quantità, possono provocare diverse malattie nell'uomo, allergie, malattie respiratorie e perfino tumori".
Il Comitato Cittadino “Isola Pulita” nell’esprimere vivo compiacimento per la sensibilità dimostrata dal Ministero con la convocazione del Sindaco di Isola delle Femmine:
Sollecita:
-le Autorità competenti di attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza;
-all’Autorità Giudiziaria già investita con nota prot. 9945432 del 30.1.2006 si richiede di accertare eventuali atti di infrazione e di non rispetto delle leggi in materia di Ambiente e di Sanità;
Propone:
-di monitorare e verificare, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine. Nello specifico il quadro sanitario della situazione sanitaria di Isola presenta delle anomalie meritevole di una urgente ed approfondita indagine conoscitiva.
Invita:
-Le Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, maestranze della IItalcementi, A.S.I. Sindaci dell’Unione dei Comuni, Italcementi a costituire un tavolo di concertazione, discussione, confronto e dialogo sulle tematiche del lavoro, della salute dell’ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine.


Il Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.it


5
09 Feb 2007
alle 20:10

ComitatoCittadinoIsolaPulita


Si allarga il fronte del No all’ampliamento e alla costruzione della NUOVA TORRE della Italcementi a Isola delle Femmine situata all’interno del centro abitato.

SALE LA PROTESTA PER LA DELOCALIZZAZIONE
DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
DAL CENTRO ABITATO

Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri
Il Comune di Isola: va spostata

Nuovo impianto e polemiche. “Serve ad abbattere le emissioni”
Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.
Azienda possibilista

ISOLA DELLE FEMMINE, La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabilimento di Isola sta provocando allarme.
Associazioni e Comune marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazione del nuovo forno e quindi della torre.
Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava.
Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione. La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AÌA).
Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda. «Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano! tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria.
Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -.
Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40. Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.

Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito.
Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre. Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi».
Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto. Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.

L’azienda si mostra dal canto suo possibilista. «Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni. Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -.

Il confronto con i! territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».

Ora, poichè con la salute della gente non è consentito a nessuno scherzare, tanto più a responsabili delle Pubbliche Istituzioni, il Comitato Isola Pulita, che si è intestato la battaglia contro i danni ambientali, reali e potenziali, di un colosso produttivo quale il cementificio di Isola delle Femmine, inserito tra gli abitati dell'omonino Comune e di quello di Capaci, ritiene che nelle condizioni in essere non sussistono gli elementi minimi di garanzia nello svolgimento del procedimento autorizzatorio.
Il Comitato Isola Pulita si attiverà in tutte le sedi che riterrà opportuno, anche in quella giudiziaria, al fine di garantire gli eventuali diritti violati della salute e dell’ambiente a tutela della cittadinanza tutta.

Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.it

4
25 Ott 2006
alle 21:23

Metaformat

@Fra
Sono d'accordo con te: si può valutare solo dopo averlo visto.
Nel mio post mi sono limitato ad ipotizzare che un programma del genere non poteva avere la forma di un reality, come annunciato con leggerezza da molti Giornali, ma che più probabilmente assomigliasse al documentario o alla real tv.

Le notizie diffuse più recentemente dalla Stampa, confermano questa ipotesi, peraltro facile da azzardare.

Per il resto, dubito a priori sulla qualità di "Altrove".
Perchè vedo che i programmi di Costanzo sono basati su una furbizia molto penosa e sulla strumentalizzazione sistematica delle persone, che spesso lasciano da parte la dignità pur di avere uno spazio in tv (vedi ad esempio le interviste domenicali).

Costanzo declina nelle sue interviste tutta la gamma della manipolazione umana: l'adulazione, per i potenti, il paternalismo demagogico e patetico, per i "cattivi" da redimere, la presa per i fondelli, per i più indifesi...Non trovo in lui una pur labile traccia di sincerità: usa e sfrutta tutti come oggetti, i potenti per conservare il suo sgabello televisivo e gli umili per fare audience.

Al di là delle formule, dunque, non credo che abbia le capacità umane per entrare in risonanza con nessuno e per approcciare la sofferenza del prossimo in modo rispettoso...

Avrei preferito Santoro, ad esempio, che ha dimostrato, (nonostante la sua indulgenza alla "furbastreria", da cui non è immune neppure lui!) di avere comunque le qualità umane e professionali per questo genere di tv..

3
25 Ott 2006
alle 20:30

Metaformat

@David (che gentilmente mi ha scritto anche una mail con tutti i suoi dati, fugando i miei dubbi che la sua richiesta -particolare, in effetti- fosse frutto di uno scherzo!)

David, al reality di Costanzo dal carcere possono naturalmente partecipare solo i carcerati: non ti consiglio dunque di fare una rapina o di commettere un omicidio per provare l'ebbrezza di apparire in tv!:)

Ti consiglio invece di andare su http://www.casting.mediaset.it/ e di
valutare le diverse proposte che ci sono per partecipare ai programmi di Canale 5,
Italia 1 o Rete 4 come concorrente o pubblico.

Se ti prendono per qualche programma, fammi sapere!

2
25 Ott 2006
alle 17:11

fra

Forse è il caso di vedere prima di cosa si tratta prima di esprimere giudizi sui prodotti televisivi, da qualunque parte essi provengano...
Credo che si tratti di un programma interessante, sarebbe il caso di vederlo e poi parlarne.
F

1
25 Ott 2006
alle 00:52

david

vorrei far parte di questo reality tv in carcere x provare una sensazione che prova ogniuno dentro di sè. sè mi potete fare sapere qualkosa io vi sarò molto grato. david david0@hotmail.it

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