La TV vista da dentro
Il primo gennaio 1977 chiudeva i battenti Carosello, popolarissima trasmissione pubblicitaria della Rai.
Il sito ad esso dedicato dalla Sipra, che stranamente fissa la data dell'ultimo Carosello al primo gennaio 1976, lo illustra così:
"Carosello nasce il 3 febbraio 1957 alle 20.50...Gli esordi sono difficili: ogni scenetta doveva essere approvata da una speciale commissione della Sacis, dovevano tutte essere in bianco e nero e in 35 millimetri. I limiti pubblicitari impongono che su due minuti e quindici secondi di ogni Carosello, la reclame del prodotto duri al massimo 35 secondi: il famoso 'codino', che differenziava Carosello da tutta la pubblicità mondiale e faceva impazzire i pubblicitari che cercavano di fondere armoniosamente scenetta e richiamo pubblicitario rispettando i vincoli di una censura che vietava di usare una certa terminologia..."
Con la messa in onda dell'ultima scenetta si chiude un'era televisiva, dominata dalla Rai monopolista.
E la Pubblicità iniziava a sperimentare un linguaggio più sintetico e sincretico, in grado di fondere il messaggio verbale e visivo in un testo molto più breve, di pochi secondi.
Eppure Carosello ,che impiega canoni espressivi più vecchi e didascalici, legati alla classica narrazione filmica od al varietà teatrale più che allo schema metaforico da clip musicali degli spot odierni, aveva proposto anche soluzioni visive modernissime ed aveva consacrato la fortuna dello slogan, rivalutato dai pubblicitari di oggi (vedi post relativo).
Eh si Ernesto, erano certamente altri tempi. Traspare una vena nostalgica in questo viaggio all'indietro. Io ero appena nato, impossibile ricordare Carosello (l'avrò rivisto a Schegge o riproposto in TV), ma credo di aver vissuto i figli di carosello. Quello che mi faceva impazzire era l'uomo in ammollo: "non esiste sporco impossibile" e quell'immagine sezionata dell'uomo immerso era grande. Mitica era quella del pennello cinghiale con lo slogan "non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello" e l'imbianchino sinceramente tristissimo in bicicletta che portava il pennellone zigzagando a fatica. Vabbè e poi ce ne sono tantissime ancora: cynar, Bravo Simac, grappa bocchino, pasolo villaggio alle prese con bucato, etc. etc. In effetti è proprio vero che la pubblicità è lo specchio del tempo che vivi. Oggi vengono reclamizzate le automobili, le compagnie di telefonia mobile... 30 anni fa invece la brillantina, il lievito, l'amaro: cose semplici per piccoli piaceri della vita. Ma secondo te le televendite (dalle sit inserite nei programmi alle vendite tipo materassi, televisori) possono essere considerate versioni aggiornate di carosello?
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alle 20:13
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E' vero la nostalgia c'è naturalmente, Luca, e per età oltre al pennello cinghiale mi ricordo bene tanti Caroselli, sopratutto degli anni 70!
I Caroselli erano comunque diversi dagli spot degli anni '80, perchè in genere avevano una struttura narrativa, mentre la pubblicità moderna adotta di solito un linguaggio condensato, più simile a quello dei videoclip musicali.
Le scenette dei Caroselli hanno "pillolizzato" un po' tutte le forme di racconto televisivo dell'epoca, dai telefim comici a quelli polizieschi,ecc.
Inoltre avevano una loro autonomia assoluta come forma di spettacolo, perchè il regolamento della Sacis imponeva che non citassero il prodotto, che poteva essere promosso solo nel "codino" della durata di 35 secondi su due minuti e mezzo circa totali.
In più, sempre per regolamento, ogni scenetta di ciascuna campagna pubblicitaria doveva essere diversa dall'altra, obbligando dunque i creativi a inventarsi una modalità originale di racconto seriale.
L'erede che ha qualche somiglianza con i Caroselli è quindi quella corrente pubblicitaria che si chiama Advertainment (fusione di Advertising e Entertainment) che da alcuni anni ritroviamo in alcuni spot che propongono mini serial a puntate (cito a caso, quello della Barilla anni 90, o i Paguri, o l'attuale Lello Arena e il Lotto...). Il denominatore comune è un minimo di struttura di racconto, anche se le differenze sono tante e il contesto di fruizione è diverso..
Le televendite invece di solito "pillolizzano" dei talk show, un genere peraltro poco praticato e non ancora comunque standartizzato in Italia negli anni 50-60..
Se sei interessato ad approfondire, propongo nella Guida per autori Tv su questo blog (si accede dalla sezione categorie nella barra di destra) un saggio di Alessandra Alessandri che spiega molto bene cos'è stato Carosello e in cosa differisce dalla Pubblicità successiva...