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Telegatti, Grande Talk: boom dei "format dal basso"

Lunedì 29 Ottobre 2007, 21:10 in Strumenti per autori di
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Chiedere ai telespettatori gli spunti per nuovi format televisivi è una prassi comoda e facile, ma attuata in forze dai broadcaster solo da quest'anno.

Il Grande Talk di Sat2000, programma che analizza le formule della tv in tv, simile a Tv Talk della Rai, ha lanciato da questa edizione il concorso Cambiamo Programma.

"Una sfida aperta -lo definisce TgCom- a tutti coloro che hanno idee per innovare il panorama televisivo italiano".

Per partecipare, bisogna inviare a cambiamoprogramma@sat2000.it una breve descrizione dell'idea, per la sezione intrattenimento o tv di servizio.

Ogni settimana, la conduttrice Paola Cambiaghi presenta in studio due idee televisive inedite, selezionate da un comitato tecnico, votate dal pubblico attraverso il sito www.grandetalk.it. L'idea più votata accede alle fasi successive.

I vincitori saranno poi decretati nell'ultima puntata da una giuria presieduta da Renzo Arbore ,Toni Capuozzo, alcuni dei direttori di reti italiane ed europee e docenti universitari.

La traduzione pragmatica di questa bella iniziativa l'ha realizzata invece Tv e Sorrisi Canzoni per conto di Mediaset: ai prossimo Telegatti, il magazine premerà il miglior format inviato da un telespettatore. (Vedi il mio post relativo).

Il boom del "format dal basso" è dunque esploso in questa stagione.

La soluzione più divertente per esaltare la fantasia televisiva popolare, invece, era già stata ideata un paio di anni fa dall'autore Francesco Linguiti e dal regista de La 7 Giuseppe Musci.

Sono loro gli artefici di un Format sui Format: un programma 'metaformat' itinerante per le piazze italiane per chiedere ai passanti soluzioni di tv inedite.

"Da ogni piazza- spiegavano gli autori- persone comuni e attori in incognito ci raccontano le idee per il loro programma tv ideale. Collegati ad una macchina, l'ideamatic, queste idee diventano realtà. Visualizzate su uno speciale schermo, si materializzano in modo simpatico e ironico". (leggi il mio post in proposito).

Inutile dire che molte delle idee inviate a Sat 2000 o a Tv Sorrisi e Canzoni dagli spettatori, comprese quelle scartate, si ritroveranno integrate qui e là in vari programmi: nessuno potrà lamentarsene, o rivendicare il pagamento di diritti d'autore.

Come ha fatto tempo fa Thomas Ciaffoni, che accusava Pier Silvio Berlusconi, autore occasionale che di mestiere fa il dirigente ed il figlio di papà, di avergli "rubata" l'idea del reality di Italia uno, "Campioni, il sogno", che lui aveva trasmesso via e mail a Mediaset. (racconto il supposto "plagio" in questo post)

Perchè "le idee sono nell'aria", ma da un po' viaggiano volentieri anche via posta...

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3 commenti
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28 Gen 2008
alle 11:26

Mauro Turci

Mi chiamo Turci Mauro e ho partecipato (e vinto la mia puntata) al programma "Grande Talk” nel concorso  “Cambiamo programma” con un mio format tv SFIDA AL VIP (WWW.sfidaalvip.it) un nuovo spettacolo televisivo dove i protagonisti sono gli iscritti ai fan club con i relativi artisti preferiti: un sogno che diventa realtà, il sogno che ognuno di noi ha di conoscere il proprio artista preferito e di dimostrargli che sappiamo tutto sulla sua carriera. Ho depositato questo format alla siae e sto provando a proporlo alle case di produzione e a Mediaset; è difficilissimo riuscire a presentare l'idea ma sopratutto si chiedono garanzie che un nuovo programma non può garantire, manca la voglia di innovare ed eventualmente esportare le nostre idee. Grazie per l'attenzione. Mauro Turci 

2
03 Nov 2007
alle 19:40

Ernesto

Mi sembra un'idea valida...gli spettatori verranno sempre più coinvolti nel processo ideativo e produttivo della tv. E' una tendenza inarrestabile che sarà rafforzata sempre più dall'interattività dei new media. Mi pare giusto cominciare a porsi il problema di creare forme di riconoscimento valide di questo lavoro...

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31 Ott 2007
alle 12:34

luca*abete

Ritengo che l'idea in se per se non sia malvagia, ma i sospetti sul doppio gioco e sull'intenzione di approfittare della voglia di emergere di persone che ingenuamente o per disperazione confidano in questa finta opportunità, non può non prendere il sopravvento.

La Tv partecipata e che coinvolge l'utenza e lascia decidere il menù prima di portare in tavola le pietanze ha sicuramente un principio nobile e moderno. Io mi chiedo: perchè queste menti illustri e illuminate non pensano anche a dare una impronta di serietà insegnando e tutelando le idee che ricevono? Il meccanismo è facile.

Ecco lo slogan: PARTECIPA AL CONCORSO: PORTACI LA TUA IDEA DI TV CHE TI PIACE, NOI LA REGISTREREMO PER TE, TU NE SARAI IL PROPRIETARIO E NOI LA FAREMO DIVENTARE REALTA'. POTRESTI DIVENTARE L'AUTORE DEL PROGRAMMA DEL FUTURO. PARTECIPA!

Questo sarebbe l'iter più giusto e trasparente. Uno scambio equo tra chi dà l'idea e chi la riceve (ovviamente valutando sempre l'originalità dell'idea, la bontà del format). C'è gente che studia, che si impegna, che sperimenta e che ha deciso di fare questo mestiere nella vita. Sarebbe giusto utilizzare queste proposte dando in cambio la possibilità di diventare padroni del progetto, anche se dovesse essere l'idea più scarsa del mondo. Non è corretto approfittare delle difficoltà ad emergere di queste persone, appropriandosi dei prodotti del loro intelletto e dei propri sacrifici.

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