La TV vista da dentro
Copia e incolla dall'agenzia 9 Colonne.
La tesi è valida.
Sul piano ideale. Ma la completezza dell'informazione dove la mettiamo?
Certo, la notizia della morte di un ragazzo, e non di un tifoso, avrebbe risparmiato la guerra civile in mezza Italia...
(9Colonne) -Roma, 13 nov - "Cosa succede quando si scrive che un poliziotto ha ucciso un tifoso o che un rumeno ha massacrato una casalinga? Ovvio, i tifosi si coalizzano contro la polizia e i ‘tutori dell'identità nazionale' organizzano spedizioni punitive contro accampamenti o negozi rumeni. Così è successo nei giorni e nelle settimane scorse. Non bastava dire che un poliziotto ha ucciso un ragazzo o che un uomo ha aggredito e ammazzato una donna?".
Se lo chiede, in una dichiarazione, Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc.
"Ancor oggi nei telegiornali - prosegue il responsabile dell'organizzazione dei consumatori - scorre la dicitura ‘poliziotto uccide tifoso', il che alimenta il clima e i fatti che abbiamo visto, dagli scontri negli stadi all'assalto alle caserme di polizia".
"Qualsiasi corso di scienze della comunicazione, così diffusi nelle nostre università, insegna che individuare come responsabili di un fatto soggetti, categorie, etnie, religioni o comunque appartenenze, crea risentimento, ostilità e violenza".
"Eppure questi elementi base della comunicazione sono stati ignorati. Forse i nostri giornalisti dovrebbero tornare a scuola, sempre che editori interessati non si oppongano".
(© 9Colonne - citare la fonte)
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alle 22:12
kzrosario91
Gabriele sei nostri cuori...