Venerdì 20 Novembre 2009, 08:00 in Interviste, Speciale "Tieni a me, l'età delle parole"

Ballando con le Stelle...di Hollywood. Le passioni di Cristian Stelluti, attore diviso tra Cinema e Tango

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blogger -per Blogosfere dal 2006 - giornalista - tra le collaborazioni, l'agenzia 9 Colonne, il portale news della Rai, La Sicilia, Applicando e Franco Bernabè magazine- autore di sceneggiature per il Cinema, di satira, di progetti per i media

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Dopo l'anticipazione esclusiva di ieri a firma di Pina Bevilacqua, giornalista e autrice televisiva de L'Arena di Massimo Giletti, ecco altre notizie su Tieni a me.

Le svela nella seguente intervista Cristian Stelluti, bravissimo attore milanese che potrebbe recitare nel film di Stefania Rossella Grassi, di cui ho curato la revisione della sceneggiatura.


L'eclettico Cristian Stelluti, volto familiare di 100 Vetrine, guida la propria carriera al successo con il pathos del tanghero di razza.

Uno dei protagonisti della più longeva soap opera italiana si prepara a valorizzare nei prossimi mesi ben dieci anni di dura gavetta nello Show e una bruciante passione per la danza argentina.

Il bravo attore milanese ci parla degli amori e, sopratutto, delle concrete speranze professionali che coltiva in questa fruttuosa stagione.

Una riguarda il grande schermo: un ruolo in Tieni a me, opera che insistenti rumor's indicano da alcune settimane come destinata ad Hollywood.

Impossibile non domandargli qualcosa in merito, visto che Cristian è legato da una amicizia "particolare" all'autrice del film, il giovane talento della sceneggiatura, Stefania Rossella Grassi.

L'altro desiderio attiene al piccolo schermo: una convocazione da parte del "C.T." Milly Carlucci nella nazionale di Ballando con le Stelle. Perché il trasporto per la mi longa è per il tenebroso Ispettore Foti della fiction Mediaset molto più di una infatuazione...

Cominciamo dalla indiscrezione più succosa. Si parla di una trattativa internazionale per il film italiano "Tieni a Me" scritto da una giovane autrice a cui sei legato da grande amicizia, Stefania Rossella Grassi. Punti ad un ruolo in questo film di caratura mondiale?

Penso di essere maturato abbastanza per sostenere una parte in un'opera del genere. Se avrò la possibilità di affrontare un provino per "Tieni a Me" mi preparerò con professionalità come ho sempre fatto in 10 anni di gavetta.

E della sceneggiatrice ,considerata una grande promessa, che tu conosci così bene, cosa dici?

Stefania è geniale. Non si scompone mai, è sempre tranquilla e pacata e quando meno te l'aspetti sforna trame avvincenti e affascinanti come "Tieni a Me", la risposta al "Padrino" di Coppola.

Hai una grande passione per il Tango. Quando è sbocciata e come la coltivi oggi?

Il tango! Ritengo sia un'altra forma di crescita personale. Tutto ciò che imparo dal tango lo trasferisco nella mia vita. In questa danza, se fai un passo non puoi più tornare indietro: devi essere deciso ma non aggressivo, passionale ma non opprimente. E la cosa più importante è che non sei mai solo, hai la responsabilità della donna che decide di seguirti con la quale fino alla fine della musica non ti staccherai mai. Seguo lezioni di tango tre volte a settimana. Ormai non frequento più i locali notturni milanesi, li ho sostituiti con le milonghe di tango argentino.

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Ti piacerebbe ricevere l'invito di Milly Carlucci a partecipare alla prossima edizione di Ballando con le stelle?

E' l'unico programma a cui oggi prenderei parte. Non lo ritengo un reality e non è un programma di musica e ballo prettamente per teen ager. E' un programma in cui i concorrenti hanno voglia di divertirsi provando a mettersi ancora in gioco sotto gli occhi giudicanti del pubblico.

Torniamo al presente. Sei soddisfatto della crescita del tuo personaggio in 100 Vetrine, l'Ispettore Carlo Foti?

Sì, molto. In principio Foti era un agente semplice che faceva da spalla al commissario Bettini. Gli interventi del mio personaggio erano tutt'al più più gag comiche. Con il passare del tempo, grazie al consenso degli autori e all'approvazione dei registi, Carlo Foti è cresciuto sempre più, fino ad arrivare alla promozione ad ispettore.

Ora il personaggio è divenuto più serio e le indagini sono più sostenute. Ci sono molte scene d'azione, come irruzioni in appartamenti, inseguimenti in macchina e blitz. L'ultimo è avvenuto all'interno di un vero campo rom. Per queste situazioni dinamiche i registi mi lasciano molta libertà di improvvisazione. Si fidano della mia preparazione atletica perché ho praticato arti marziali.

Così, se c'è l'esigenza scenica di un poliziotto che irrompe da una finestra, attraversa una stanza, sbuca da un corridoio lanciandosi in volo con la pistola in pugno ed atterrando per poi strisciare fino a bordo macchina, tutto in corsa ovviamente, chiamano me...

Appunto. Anche in un Uomo Sbagliato, bel film con Beppe Fiorello, interpreti un poliziotto. C'è un motivo per questa preferenza di ruolo?

Non solo ne L'uomo sbagliato. Ho interpretato il poliziotto in tante altre occasioni. Ieri, per esempio, ho incontrato Enrico Vanzina a Milano per la commedia che sta girando con Raul Bova e Martina Stella. Voleva assegnarmi un ruolo da poliziotto ma stavolta ho rifiutato. Non so, forse dipende dalla mia fisicità, o dal fatto che in Italia o fai lo "sbirro" oppure il "mafioso".

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Parlaci di questa fabbrica piemontese di 100 Vetrine. Non produce auto come la Fiat ma sforna fiction sin dal lontano 2001...

Cento vetrine è l'esempio della filosofia di mercato cinematografica americana: produrre per vendere. È una serialità con l'indice di gradimento in continua crescita, è venduta in svariati paesi europei. All'interno di questa "fabbrica" del canavese, località in cui si trovano gli studi di registrazione, c'è uno staff di centinaia di professionisti, tra registi, attori, troupe, comparse impiegati ecc.

Hanno preso vita nuove attività commerciali come negozi, ristoranti e palestre e gli abitanti di questa zona sono stati un pò turbati nella loro tranquillità dalla ventata di freschezza che turisti e fans hanno portato.

La lunga serialità è la vera ricchezza dell'industria dello spettacolo contemporanea?

Credo che le lunghe serie abbiano incrementato molto l'industria dello show. A differenza del Cinema, che sforna sempre meno film. E quei pochi, per giunta provvisti di budget sempre più bassi. Le soap e le fiction sono invece in continuo aumento e tra qualche anno ,secondo me, raggiungeranno la qualità dei serial americani.

In attesa che si centri questo obbiettivo, in quale serial di oltre oceano vorresti lavorare?

Potrei fare un elenco lunghissimo, non basterebbe un giorno per leggerlo. A cominciare da Friends, Il Principe di Bel Air, Willy and GGGrays. Proseguendo con il geniale Californication. Rimarrei comunque sul genere comico, perché ho un'attitudine più sviluppata per la commedia.

E tra le fiction italiane?

Sarei curioso di partecipare in RIS, lo trovo un buon prodotto, confezionato bene e scritto in modo interessante.

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Come sei arrivato a fare questo mestiere?

Ho iniziato recitando a scuola. Ricordo che il giorno prima di un grande recita preparata in un anno intero mi slogai una caviglia e contro il volere di tutti presi comunque parte allo spettacolo, recitando su di un piede solo, ero il barbiere di Siviglia. Saltellai per quasi trenta minuti ricevendo però un'ovazione da parte del pubblico.

A parte questo divertente inizio, ho studiato recitazione a Milano, al CTA e continuo a seguire seminari tenuti da vari insegnanti e con diversi metodi di approccio alla recitazione.

Tra i diversi lavori che ho fatto negli anni della formazione, c'è uno spettacolo teatrale che mi ha fatto crescere molto come persona: "Cyrano se vi pare". Abbiamo fatto una lunga tournée teatrale in giro per l'Italia, capitanata da Massimo Fini, il grande scrittore e giornalista ribelle con cui è nata una forte amicizia. Un' altra pièce teatrale che mi ha dato tanto è stata "Working class zero", una commedia che mi ha permesso di mettere in scena il mio lato comico in tutte le sue sfumature.

C'è anche un film che purtroppo non ha avuto una buona critica ma che a me è servito molto. S'intitola "L'educazione sentimentale di Eugenie". Lo ha diretto Aurelio Grimaldi. Eè stato realizzato in poco più di quattro settimane in costume, girato a ritmi serrati con tempi strettissimi.

Hai dunque spaziato a 360 gradi. Ma cosa prediligi davvero, Cinema, fiction televisive o teatro?

Cinema, senza dubbio...Guardo l'obbiettivo della camera come una lente d'ingrandimento che viene a catturare ogni mia intenzione, anche il più piccolo spostamento del sopracciglio. Davanti alla macchina da presa non hai bisogno di cliché, non serve enfatizzare. Devi solo "essere", la camera farà il resto.

Perchè è in crisi in Italia? Gli sceneggiatori non hanno più voglia e capacità di raccontare una realtà fluida e complicata? O ,più banalmente, mancano i talenti?

Il nostro Cinema funzionava quando si raccontavano storie nostrane. Bellissime ,certo, piene di romanticismo e drammaticità, ma che comunque coinvolgevano di più il popolo italiano di allora. Se oggi continuiamo a girare film provinciali, come pretendiamo di uscire dalla crisi per metterci al passo dei francesi o degli inglesi?

Anche se non possiamo certo raggiungere gli americani. Il popolo di quella nazione, come il cinema, è costituito da diverse etnie, da persone provenienti da tutte le parti del mondo. Penso che gli sceneggiatori abbiano una marcia in più grazie a questo incrocio creativo di culture diverse.

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Scommetto che il tuo film preferito è statunitense...

Scommessa vinta! Amo molto "Crash". David Cronenberg ha la genialità di raccontare storie parallele che si intrecciano partecipando alla descrizione della natura umana, la duplicità che esiste in ognuno di noi.

Una grande passione per il Cinema yankee, pari all'amore per il Tango...

E' vero, sono due miei grandi amori artistici!

Il sogno americano di Cristian Stelluti si realizzerà con "Tieni a me", film per cui gli addetti ai lavori pronosticano un futuro a stelle e strisce?

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