La TV vista da dentro
Ieri si è tenuto a Palazzo Montecitorio "Internet è libertà - Perché dobbiamo difendere la Rete", quinto appuntamento di un ciclo di incontri ideato da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, Comune di Roma e Wired. Per Blogosfere ha seguito l'incontro Eleonora Bianchini in live blogging con video e foto.
Il Web vince le tormentate elezioni regionali del 2010!
L'intelligente idea di Enrico Mentana, che ha portato su Corriere.it i talk show politici esiliati dalla Tv trova d'accordo Michele Santoro, che annuncia una puntata speciale on line di Anno Zero.
L'escamotage è utile perchè restituisce ai cittadini il sacrosanto diritto all'Informazione nel momento più importante della partecipazione democratica.
Meno apprezzabile è l'uso di format di comunicazione unidirezionali nel mondo dell'interattività, funzione per cui Santoro non nutriva nel recente passato molta simpatia (tempo fa ha chiuso il dialogo su Web con i telespettarori, promettendo "stiamo lavorando per migliorare l'interattività" : aspettiamo -invano?- la conclusione dei lavori!).
Non mi riferisco all'interazione selvaggia, che poco ha di pluralistico, ma alla ricerca di validi sistemi di conferenza basati su criteri trasparenti, e non su censure occulte e manipolazioni elusive, che coinvolgano nel dibattito gli utenti, com'è nello spirito del Web 2.0.
Anche questa è Civiltà della Comunicazione...
Ripropongo qui la proposta fatta nel 2008 di un "database dell'interazione negata":
Se l'opportunità di modificare il messaggio interagendo con esso e con quanti lo costruiscono è in fondo il vantaggio che ci offre la post tv rispetto al modello broadcasting unidirezionale della tv generalista, in cui uno parla (e manipola come gli pare a lui) e milioni di pecore ascoltano senza diritto di replica, sarebbe interessante vigilare sulla corretta applicazione dell'interattività on line.
Perchè dunque non creare un database che segnali i manipolatori dell'interazione?
Uno strumento che denunci tutti coloro che vorrebbero riciclare lo schema unidirezionale della tv nel Web, alienando agli internauti l'unico diritto che posseggono: quello di far sentire la loro voce.
In termini pratici, si potrebbe dar vita ad un semplice archivio che indichi tutti gli spazi in rete in cui i contributi degli utenti sono censurati, filtrati in modo improprio, pubblicati dopo parecchi giorni (che interattività è se non avviene in tempo reale?)...
Il database dell'"interattività negata" sarebbe un bell'esercizio per capire in modo concreto fino a che punto la post tv si distingue dalla tv tradizionale, fino a che punto la sua diversità è solo pura retorica.
E, inoltre, quali sono davvero le forme di partecipazione vera e di dialogo costruttivo.
Ci fosse una sola raggione per tenere "fuori gioco" qualcuno da qualsivoglia mezzo d comunicazione anche qualora esercitasse costantemente e deliberatamente la sua critica.
Filosofeggiare sul linguaggio del web da rispettare e valorizzare (manco fosse un panda) fa semplicemente ridere.
Furbo è sottrarsi alle critiche; che se si ritenessero pretestuose non susciterebberò cotali reazioni il fatto è che bruciano.
non è proprio così david, chi usa un canale ne deve rispettare e valorizzare il linguaggio. Non sono d'accordo nemmeno con qunto si dice nel post. Mentana non ha avuto un'idea intelligente, ha fatto una scelta FURBA per rientrare in gioco:::
Non pretenderei lo sviluppo del web 2.0 da Mentana e Santoro. Già è un miracolo che riescono a fare un po di informazione libera in rete
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alle 15:15
Andrea Garbin
Condivido il tuo post Ernesto,ciao